Policoro: al via il laboratorio “La pesca nel mondo antico”, un’iniziativa che unisce archeologia, tradizioni e identità del territorio costiero ionico. I dettagli

Al via Venerdì 17 Aprile alle ore 18:30, a Policoro, il primo appuntamento di un più ampio percorso dedicato alla valorizzazione della cultura del mare.

Per l’occasione il Museo Archeologico Nazionale della Siritide, in collaborazione con GALPA La Cittadella del Sapere, promuove il laboratorio “La pesca nel mondo antico”, un’iniziativa che unisce archeologia, tradizioni e identità del territorio costiero ionico.

L’evento rappresenta il primo di una serie di appuntamenti che coinvolgeranno il museo e altri siti culturali della costa ionica, in un dialogo continuo tra mare, archeologia e comunità.

L’obiettivo è costruire un percorso condiviso di valorizzazione del patrimonio, capace di raccontare le origini del patrimonio marinaresco, la cultura del mare e le tradizioni legate alla pesca, dal passato fino ai giorni nostri.

L’iniziativa si inserisce nella strategia Open Sea Blue Economy, che promuove uno sviluppo sostenibile legato alle risorse marine attraverso la riscoperta e la trasmissione dei saperi tradizionali, con particolare attenzione alle pratiche della pesca e al patrimonio culturale marittimo.

Il laboratorio propone un viaggio alla scoperta delle tecniche di pesca utilizzate nell’antichità, tra il VII e il I secolo a.C., con riferimento all’area di Siris Heraklea.

Attraverso un percorso interattivo, i partecipanti potranno conoscere le abitudini alimentari e le attività quotidiane delle popolazioni locali, approfondendo il ruolo fondamentale del mare e dei fiumi nella vita economica e sociale.

Nel corso delle attività sarà possibile scoprire le diverse tecniche di pesca praticate lungo la costa, dalla pesca con le reti a quella con la lenza, dalle nasse alla pesca da lancio, comprendendo come queste si adattassero ai diversi ambienti, dal mare aperto alle foci dei fiumi.

Ampio spazio sarà dedicato anche al ruolo della pesca nell’alimentazione e nel commercio, con approfondimenti sui metodi di conservazione del pesce come la salatura e l’essiccazione.

Il laboratorio prevede inoltre l’osservazione di reperti archeologici, la ricostruzione di antichi strumenti e attività pratiche che permetteranno ai partecipanti di immedesimarsi nei pescatori del passato.

L’esperienza, grazie a un approccio educativo e dinamico, unisce storia, archeologia e manualità, stimolando curiosità e partecipazione.

A guidare il laboratorio saranno Tiziana Zappatore, dottoranda presso l’Universidad de Cádiz, e Manuel Chiappetta dell’associazione “Imprese di pesca di Maratea”.

Attraverso questo primo appuntamento prende avvio un percorso più ampio di valorizzazione della cultura del mare, che prevede ulteriori appuntamenti dedicati e che mira a rafforzare il legame tra patrimonio culturale e identità territoriale, promuovendo la conoscenza della pesca dalle sue origini antiche fino alle pratiche contemporanee e favorendo la trasmissione di usi e saperi che rappresentano una risorsa fondamentale per il futuro delle comunità costiere.