Montescaglioso ha vissuto giorni di straordinaria intensità culturale e partecipazione collettiva in occasione della Notte dei Cucibocca, uno dei riti tradizionali più affascinanti e identitari del Sud Italia.
Un evento capace di fondere mistero, memoria e comunità, trasformando il centro storico in un grande palcoscenico rituale e simbolico.
Nelle giornate dal 3 al 5 gennaio, migliaia di persone hanno raggiunto Montescaglioso da tutto il Mezzogiorno d’Italia, confermando la forza attrattiva di una tradizione che continua a parlare al presente senza perdere il legame con le proprie radici.
Vicoli, piazze e abbazie si sono riempiti di visitatori, studiosi, famiglie e appassionati di tradizioni popolari, tutti coinvolti in un’esperienza immersiva di grande valore culturale.
La manifestazione, organizzata dalla Pro Loco di Montescaglioso in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, l’UNPLI e l’APT Basilicata, ha ribadito il ruolo centrale del Cucibocca come patrimonio vivo della comunità montese, tramandato con orgoglio di generazione in generazione.
Il rito affonda le sue origini in un passato antico e carico di simbolismi.
Secondo alcune interpretazioni storiche, il Cucibocca sarebbe legato al calendario ortodosso-bizantino e alla figura di San Simeone lo Stilita, spesso raffigurato con una catena spezzata, elemento che ritorna con forza nella cerimonia e nel suo immaginario.
Protagonisti indiscussi della notte sono stati i Cucibocca (in dialetto “l cos’ vucc”): figure enigmatiche e irriconoscibili, con occhiali ricavati dalle bucce d’arancia, folte barbe bianche, abiti scuri e copricapi realizzati con cappelli di paglia o dischi di canapa provenienti dai frantoi locali.
Trascinando una catena spezzata lungo il selciato delle strade antiche e portando con sé una lucerna, un canestro e un lungo ago, i Cucibocca hanno dato vita a un’atmosfera densa di suggestione.
Secondo la tradizione, essi “minacciano” i bambini di cucire loro la bocca per invitarli al silenzio, affinché la Befana possa portare i doni nella notte dell’Epifania.
La tradizione, tramandata per decenni dagli anziani del paese, è documentata anche da articoli storici del giornalista Alberto Parisi (1966 e 1990).
Dal 1967 la Pro Loco ha garantito la continuità del rito, mentre nel 1999 il Cucibocca è stato valorizzato come evento turistico dal Centro di Educazione Ambientale, in collaborazione con l’Ente Parco della Murgia Materana.
Determinante anche il contributo grafico di Mauro Bubbico, docente ISIA di Urbino e membro dell’Alliance Graphique Internationale, che ha trasformato l’immagine del Cucibocca in un simbolo riconosciuto a livello nazionale e internazionale.
Dal 2015 la Notte dei Cucibocca è inserita nella Lista del Patrimonio Culturale Intangibile della Regione Basilicata ed è parte della Rete delle Maschere demoantropologiche della Lucania.
Negli ultimi anni il rito ha superato i confini regionali, partecipando alla BIT di Milano, alla BMT di Napoli e approdando nel 2023 anche sulle pagine di Topolino con la storia “Topolino e la Notte della Civetta”.
L’edizione 2026 si è articolata in tre giornate dense di eventi, culminate nella notte del 5 gennaio.
Venerdì 3 gennaio, presso l’Abbazia di San Michele Arcangelo, sono state inaugurate le mostre: la fotografica “Citt” di Angelo Ventrelli, “Topolino e la Notte della Civetta” e l’esposizione degli abiti tradizionali del Cucibocca.
Nel pomeriggio, il gruppo di lettura Invincibile Estate ha curato “Silentium – Tramontata è già la luna, e le Pleiadi: la notte è a metà”, mentre in serata ha aperto la Tana del Cucibocca nel Cantinone dell’Abbazia.
Domenica 4 gennaio è stata dedicata al dialogo tra natura e cultura, con l’escursione nel Parco della Murgia Materana guidata dal CAI Falco Naumanni di Matera.
Grande spazio è stato riservato ai bambini con il laboratorio “Il Cucibocca dei bambini”, mentre la serata ha visto la presentazione del libro “La Notte dei Cucibocca” di Gaetana Di Stasi, accompagnata da musica, letture e riflessioni.
Lunedì 5 gennaio ha rappresentato il momento più atteso: la vestizione dei Cucibocca, seguita dalla suggestiva sfilata rituale nel centro storico, ha coinvolto l’intera comunità e i numerosi visitatori. La serata si è conclusa con una video installazione presso la Torre dell’Orologio e con il concerto di Agostino Gerardi nell’Abbazia di San Michele Arcangelo.
Con questa edizione partecipata e intensa, Montescaglioso ha confermato il Cucibocca come uno dei riti più affascinanti e identitari del Sud Italia, capace di attrarre migliaia di persone, rafforzare il senso di appartenenza e raccontare, attraverso il linguaggio del simbolo e della tradizione, l’anima profonda di una comunità che continua a custodire e rinnovare il proprio patrimonio culturale.
Ecco alcune foto.
























