Fondazione Sassi, il ricordo di Michele De Rosa De Leo: “Un viaggio di bellezza e concretezza”

«È una favola che si realizza. Una grande bellezza». Così Michele De Rosa De Leo commentava la notizia della riapertura della Fondazione Sassi, il 17 gennaio 2025, per volontà di Maria Giovanna, figlia di Mario Salerno.

Fu proprio Mario Salerno a chiamare, tra gli altri, Michele De Rosa De Leo il 4 giugno 1990 per realizzare un sogno: ridare vita al patrimonio culturale del Barisano dei Sassi e avviare iniziative di spessore con una prospettiva internazionale.

Quel sogno si realizzò attraverso la ristrutturazione di un ingente patrimonio e la riapertura di luoghi della cultura – inaugurati dall’allora Presidente del Consiglio dei ministri, Carlo Azeglio Ciampi – a un pubblico giovane e internazionale, oltre che a iniziative culturali di altissimo livello.

«Del resto – come Michele confessava, con gioia, in un messaggio alla figlia nel giorno della riapertura della Fondazione – con il grande papà bastava uno sguardo per capirci al volo. Devo confessarti di essere felice per essere stato testimone di questi meritati successi della Fondazione. Tu rappresenti per me una continuità di affetto sincero, di stima grande e di profonda amicizia. Mi sembra di continuare un viaggio ideale colmo di affettuosa amicizia. Grazie».

Il loro fu certamente un viaggio visionario, fatto di bellezza e concretezza, vissuto con la responsabilità di salvaguardare un patrimonio unico al mondo e con la gioia di renderlo fruibile, apprezzato e conosciuto ovunque. Nel 1993 Matera diventerà Patrimonio Unesco anche grazie a questa visione, condivisa con il circolo “La Scaletta”, in un confronto aperto, dinamico e lungimirante.

La Fondazione Sassi, la presidente Maria Giovanna Salerno, il vicepresidente Rocco Virgallita e la direttrice Patrizia Minardi salutano con commozione e profonda gratitudine il lavoro costante e appassionato di Michele De Rosa De Leo: le sue valutazioni ampie e al tempo stesso concrete, i suoi pareri sempre puntuali e coerenti, la sua vicinanza gentile, il generoso apprezzamento, il sincero affetto e il grande sorriso alla vita.

Nel solco del suo esempio, la Fondazione Sassi continuerà a lavorare con visione e concretezza, senza trascurare la gentilezza, la gioia e la cura che i padri fondatori hanno saputo trasmettere.