Dialisi all’Ospedale di Policoro: “struttura a norma, cure sicure, appropriatezza clinica e sostenibilità economica”

In una nota ASM fa sapere:

“In riferimento alle affermazioni diffuse a mezzo stampa dal Centro Dialisi SM2 sull’attivazione del servizio di dialisi presso l’Ospedale di Policoro, l’Azienda Sanitaria Locale di Matera smentisce in toto le dichiarazioni riportate dai giornali e ritiene doveroso fornire chiarimenti a tutela dei cittadini, dei pazienti e dei professionisti coinvolti.

Il servizio di dialisi dell’Ospedale di Policoro è pienamente conforme alla normativa vigente e garantisce standard elevati di sicurezza, appropriatezza delle cure e qualità assistenziale. L’attività è svolta da personale sanitario qualificato, nel rispetto dei protocolli clinici e organizzativi previsti, sotto la responsabilità di medici nefrologi.

La collocazione del servizio all’interno di una struttura ospedaliera rappresenta un elemento di maggiore tutela per i pazienti dializzati che, in caso di complicazioni del quadro clinico, possono accedere immediatamente a tutte le prestazioni diagnostiche, terapeutiche e specialistiche disponibili in ospedale. Si tratta di un valore aggiunto rilevante sotto il profilo della sicurezza sanitaria.

Per quanto riguarda gli aspetti economici, l’Azienda Sanitaria Locale di Matera smentisce con fermezza l’esistenza di un aggravio di oneri derivanti dall’implementazione del servizio di dialisi presso Policoro e comunque con costi inferiori rispetto alle tariffe corrisposte al privato.

Ebbene chiarire che la mission della Direzione Strategica è quella di garantire tutti i servizi pubblici sanitari necessari e, solo marginalmente, appaltare in esterno l’erogazione degli stessi, rispondendo a criteri di efficienza, razionalizzazione della spesa e corretta gestione delle risorse pubbliche.

In questo show mediatico messo in piedi nelle ultime settimane dal Centro SM2 l’ASM respinge con fermezza ogni illazione circa un presunto mancato rispetto delle norme o ipotetiche condizioni di insicurezza per i pazienti. Tali affermazioni, prive di riscontri oggettivi, rischiano di generare allarmismo ingiustificato e di minare la fiducia dei cittadini nel sistema sanitario pubblico. In questa vicenda dove il controllato diventa artefice del controllo, il paradosso raggiunge il suo apice”.