Senza lavoro non c’è dignità: la Bottega dei Diritti chiude a Policoro

“Senza lavoro non c’è dignità, ma non tutti i lavori sono lavori degni”.

Ha preso le mosse dalle parole pronunciate da Papa Francesco in occasione della 48ª Settimana Sociale dei Cattolici il fitto intreccio di interventi che ha accompagnato la conclusione del progetto “La Bottega dei Diritti”, nella Sala Consiliare della città d’Ercole.

Un progetto complesso, della durata di tre anni, finanziato da Fondazione CON IL SUD e finalizzato a contrastare il caporalato, l’illegalità e lo sfruttamento dei lavoratori stranieri nel territorio.

A guidare la rete di partner è stata la cooperativa sociale Qûm – Impresa Sociale, affiancata da realtà formative, associative e istituzionali come Enfor, Presidio Educativi, Master Studio, l’associazione Ali, l’APS Giallo Sassi e la Fondazione Consulenti per il Lavoro.

Fondamentale è stato anche il coinvolgimento dei Comuni di Policoro, Tursi, Nova Siri, Valsinni e Rotondella, oltre alle scuole e alle parrocchie di Policoro e Nova Siri.

Ad illustrare i dettagli dell’iniziativa è stato Daniele Costanza, presidente della cooperativa sociale Qûm. “La Bottega dei Diritti” non si è limitata alla teoria, ma ha messo in campo azioni concrete.

Tra queste, la realizzazione di un vademecum dedicato ai servizi per gli stranieri, una “mappatura multilingue” pensata per orientare i cittadini di origine straniera nel sistema dei diritti e dei servizi territoriali. Spazio anche alla socialità e al welfare di prossimità: durante il periodo estivo, i locali della parrocchia del Buon Pastore di Policoro hanno accolto i bambini in numerose attività, offrendo un supporto concreto alle famiglie e, in particolare, alle mamme lavoratrici durante i mesi di chiusura delle scuole.

Un aiuto che si è affiancato a quello quotidiano della Caritas di Policoro, rappresentata da Enza Perlini, che ha ricordato il lavoro dei 50 volontari attivi tra centro d’ascolto, assistenza sociale e psicologica, oltre alla distribuzione di cibo e indumenti.

Il dibattito ha toccato il cuore politico ed economico della gestione del lavoro nel territorio. Massimiliano Padula, vicesindaco di Policoro, ha lanciato un appello al mondo produttivo: “Per contrastare il lavoro nero e il caporalato bisogna mettersi in regola. Dobbiamo cambiare la mentalità imprenditoriale: con la regolarità il dipendente è più sereno e l’imprenditore guadagna meglio”.

Una visione condivisa anche dai sindaci del comprensorio. Gianluca Palazzo, sindaco di Rotondella, ha rivendicato l’avanguardia delle politiche di welfare comunitario nella sua cittadina, mentre Gaetano Celano, sindaco di Valsinni, ha definito i migranti “una risorsa fondamentale”, annunciando l’attivazione del centro per migranti “101” nel proprio comune.

L’assessore alle Politiche sociali di Policoro, Cinzia Mastronardi, ha invece posto l’attenzione sulle storie dei minori stranieri non accompagnati, ricordando che una comunità sana “deve crescere nei valori”.

Sul piano dei servizi essenziali è intervenuta anche Stella Montano, coordinatrice ATS Metaponto Collina Materana, sottolineando l’importanza di “fare rete” e di garantire prestazioni dignitose a partire dai bisogni primari, come le visite mediche di base.

La tavola rotonda ha visto la partecipazione dei tecnici del lavoro e delle forze dell’ordine. Il consulente del lavoro Serafino Di Sanza ha indicato nella corretta applicazione dei contratti collettivi nazionali e nel riconoscimento di salari equi la strada maestra per contrastare il caporalato.

Il maresciallo Luigi Gabrieli, ispettore del Nucleo Ispettivo del Lavoro, ha elencato i quattro principali indici dello sfruttamento lavorativo:

  • retribuzione inferiore ai minimi previsti dai contratti nazionali;
  • orari di lavoro eccessivi e superiori alle otto ore giornaliere;
  • mancanza di ferie e giorni di riposo settimanale;
  • assenza di sicurezza sui luoghi di lavoro e utilizzo di metodi di sorveglianza abusivi.

A fare eco il Capitano della Compagnia della Guardia di Finanza di Policoro, il maresciallo Montinaro, che ha ribadito l’importanza del lavoro di rete tra enti pubblici e organi di controllo. Entrambi i rappresentanti dello Stato hanno sottolineato come sia fondamentale denunciare gli imprenditori che sfruttano i lavoratori attraverso pratiche irregolari.

Il progetto ha trovato terreno fertile anche tra le nuove generazioni. Maria Carmela Stigliano, dirigente dell’IIS Pitagora di Policoro, ha raccontato il ruolo attivo degli studenti nei percorsi di legalità, lanciando un forte messaggio educativo:

“Abbiamo alunni dell’ultimo banco che dobbiamo portare al primo banco. Nessuno va lasciato indietro”.

Un coinvolgimento che ha interessato anche gli istituti comprensivi “Lorenzo Milani” e “Giovanni Paolo II” di Policoro. A moderare il tavolo la giornalista Mary Padula.

La strada verso una piena inclusione, tuttavia, è apparsa ancora complessa. A ricordarlo è stata la testimonianza conclusiva della dottoressa Giusy Scarcia, che ha raccontato le difficoltà incontrate nell’inserimento lavorativo a causa di pregiudizi legati semplicemente al proprio cognome.