Basilicata ultima nella ZES Unica e allarme fondi PNRR per le aree industriali: “Serve un’assunzione piena di responsabilità”. Le richieste

Il consigliere regionale Roberto Cifarelli ha presentato due interrogazioni consiliari dedicate allo stato della ZES Unica in Basilicata e alla possibile revoca dei finanziamenti PNRR destinati alle infrastrutture industriali strategiche delle aree di Jesce, La Martella e Tito Scalo.

Dichiara Cifarelli:

“Le informazioni che stanno emergendo impongono un immediato chiarimento istituzionale.

Siamo di fronte a questioni che riguardano direttamente la capacità competitiva della Basilicata, il futuro delle nostre aree industriali e la credibilità del sistema regionale nei confronti delle imprese e degli investitori”.

La prima interrogazione riguarda le indiscrezioni relative alla possibile revoca, da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dei finanziamenti PNRR destinati all’infrastrutturazione primaria e secondaria delle aree industriali ZES di Jesce, La Martella e Tito Scalo.

Parliamo di investimenti strategici destinati a colmare storici deficit infrastrutturali e a rendere realmente attrattivi i poli produttivi lucani.

La perdita di risorse PNRR rappresenterebbe un fatto gravissimo per la Basilicata e richiede trasparenza assoluta sulle cause, sulle eventuali responsabilità amministrative e sulle iniziative urgenti che la Regione intende assumere per recuperare risorse alternative”.

Il consigliere regionale evidenzia come le aree industriali interessate rappresentino snodi fondamentali per la logistica, la manifattura, l’automotive, l’agroalimentare e la transizione energetica regionale.

La seconda interrogazione affronta invece il tema del funzionamento della ZES Unica e dei dati relativi alle autorizzazioni rilasciate nel Mezzogiorno.

Afferma Cifarelli:

“I numeri ufficiali diffusi dal Dipartimento per il Sud descrivono una situazione estremamente preoccupante per la Basilicata.

A fronte di 179 autorizzazioni uniche rilasciate nel Mezzogiorno, la nostra regione si attesterebbe allo 0,6%, ultimo dato in assoluto tra tutte le regioni meridionali. È un segnale che non può essere sottovalutato”.

Secondo Cifarelli, il rischio è che la Basilicata rimanga esclusa dai grandi processi di investimento e dalle opportunità offerte dalla ZES Unica, nonostante la presenza di importanti asset industriali, energetici e produttivi:

“La Basilicata dispone di eccellenze industriali, di una forte capacità energetica da fonti rinnovabili, di comparti strategici come automotive e agroalimentare e di strumenti finanziari potenzialmente rilevanti per il sostegno alle imprese.

Tuttavia, senza una struttura amministrativa efficiente, senza capacità di accompagnamento dei progetti e senza un raccordo forte con la struttura nazionale della ZES Unica, il rischio concreto è quello di una progressiva marginalizzazione”.

Le interrogazioni chiedono alla Giunta regionale di chiarire le ragioni dello stallo amministrativo, le eventuali criticità nella gestione dei procedimenti e le azioni urgenti che si intendono mettere in campo per evitare la perdita di finanziamenti e recuperare competitività.

Conclude Cifarelli:

“Su questi temi serve un’assunzione piena di responsabilità istituzionale.

La Basilicata ha bisogno di maggiore incisività amministrativa, di una visione industriale chiara e di una capacità concreta di trasformare le opportunità disponibili in investimenti reali, cantieri aperti e sviluppo stabile per il territorio”.