“Includiamo le Emozioni” a Policoro: la scuola che accoglie tutte le diversità

Promuovere l’inclusione scolastica non solo per gli alunni con disabilità grave, ma anche per chi ha la certificazione di una disabilità lieve, garantendo a tutti l’accesso a maggiori opportunità di crescita serena, a una migliore consapevolezza sul tema delle diversità.

Si chiama “Includiamo le Emozioni”, il progetto sperimentale che il Comune di Policoro, con assessorato alle Politiche sociali, ha adottato per due anni scolastici.

I risultati sono stati presentati nel corso di un incontro a cui hanno preso parte tutti gli attori coinvolti in quella che viene definita un’esperienza più che riuscita.

All’iniziativa, finalizzata a supportare e accompagnare tutti gli alunni verso una didattica migliorativa e innovativa, hanno preso parte i docenti dei due Istituti comprensivi cittadini, gli operatori del Servizio sociale comunale e dell’Azienda sanitaria di Matera (Asm) e i referenti operatori della Cooperativa sociale “Progetto A” che ha gestito il servizio.

«Includiamo le Emozioni –ha spiegato l’assessore Cinzia Mastronardi- è stato fortemente voluto da questa Amministrazione, e realizzato presso gli Istituti comprensivi del territorio utilizzando i fondi ministeriali per l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione degli alunni con disabilità.

È stato reso possibile attraverso un servizio volto all’approfondimento e al contenimento dei disagi, anche nella popolazione scolastica disabile con una meno grave patologia certificata, considerato che negli ultimi anni, soprattutto a seguito della pandemia, si è registrato un costante acuirsi di situazioni di particolare vulnerabilità”.

A relazionare sugli importanti risultati raggiunti, l’assistente sociale e la psicologa dell’ente, Antonietta Carlomagno e Celeste Molinari.

Il lavoro sinergico svolto in questi anni in tema di assistenza scolastica, ha consentito di verificare che il bisogno di inclusione e supporto non riguarda soltanto gli alunni riconosciuti ai sensi dell’articolo 3 comma 3 della Legge 104/92 (gravità), ma anche i tanti piccoli alunni riconosciuti ai sensi dell’articolo 3 comma 1, che spesso vivono difficoltà importanti nel percorso scolastico e relazionale.

Emozioni come l’aggressività o la tristezza, sono state spiegate ai piccoli alunni con la semplicità che caratterizza il loro sapere. Scelta condivisa anche dalla referente Asm, Angela Germano, che ha sottolineato l’importante impatto sociale che ha avuto l’idea di guardare oltre le rigide connotazioni normative.

«Si tratta -prosegue Mastronardi- di un attento e silenzioso lavoro sinergico effettuato dai servizi sociali comunali, in collaborazione con l’azienda sanitaria di Matera, con le famiglie, che ripongono ogni giorno fiducia nei servizi del territorio con impegno, forza e dedizione nell’accompagnamento dei propri figli nel percorso di crescita, con le professioniste e i professionisti, che operano nelle scuole: figure altamente specializzate che, con competenza e sensibilità, lavorano affinché ogni bambino e ogni bambina possa sentirsi accolto, valorizzato e sostenuto, senza lasciare indietro nessuno».

La restituzione in termini qualitativi di Includiamo le emozioni, come hanno sottolineato le referenti dei due Istituti comprensivi “Lorenzo Milani” e “Giovanni Paolo II”, ha avuto anche ricadute positive nei gruppi-classe, dove le emozioni di tutti gli alunni sono state condivise e riconosciute.

«La scuola deve essere un luogo di crescita per tutti -ha concluso l’assessore Mastronardi- capace di accogliere le differenze non come un limite, ma come una ricchezza. Parlarne significa parlare di diritti, pari opportunità e inclusione reale. Significa costruire una comunità educativa in cui ogni alunno possa esprimere

le proprie potenzialità e sentirsi parte integrante del gruppo. Il progetto di cui parliamo – conclude Mastronardi – nasce proprio da questa attenzione: ampliare lo sguardo, ascoltare i bisogni delle famiglie e dare risposte concrete, con l’obiettivo di offrire agli studenti maggiori opportunità di crescita serena, oltre a promuovere una maggiore consapevolezza sul tema delle diversità».