Basilicata, il 1° aprile il maltempo ha cambiato tutto. “Per questi agricoltori lucani significa dodici mesi senza reddito”. L’appello a Bardi, Cicala e Pittella

Riceviamo e pubblichiamo il Comunicato stampa del Coordinamento Agricoltori Basilicata.

Scrive il Coordinamento:

Oggi è il 25 aprile.

Il giorno in cui l’Italia celebra chi non ha aspettato che qualcun altro facesse la cosa giusta.

Noi non aspettiamo.

Non è nel nostro DNA.

Siamo agricoltori lucani. Imprenditori. Gente che rischia i propri soldi, si alza prima dell’alba, costruisce qualcosa di reale ogni giorno.

Non abbiamo mai chiesto nulla — e non è retorica.

È semplicemente come funzioniamo.

Il 1° aprile il maltempo ha cambiato tutto. Piogge torrenziali. Grandine. Pesche, ciliegie, albicocche, susine — quelle a terra, marce.

Quelle sugli alberi, ammaccate, invendibili.

Le drupacee non si raccolgono due volte.

Dodici mesi senza reddito.

Dodici mesi di costi, bollette, famiglie che non sanno come andare avanti.

I numeri sono questi.

Semplici. Brutali. Reali.

Venticinque giorni dopo siamo ancora qui.

Soli.

Con un portale, un form e una scadenza.

Ci avevano promesso che nessuno sarebbe rimasto solo — e tecnicamente hanno mantenuto la promessa.

Eravamo soli, ma avevamo il link. Complimenti.

Nel frattempo il 10 aprile l’Assessore all’Agricoltura votava contro la sua stessa maggioranza.

Poi Roma ha parlato.

Lollobrigida ha ammonito.

Cicala si è seduto.

Pace fatta — riconciliazione finale compresa, mancava solo la sigla.

Una domanda sola.

Cosa hanno ottenuto gli agricoltori lucani da questa pace?

Cifre? No. Scadenze? No. Risarcimenti? No.

La poltrona è salva. I campi no.

Dettaglio.

Le associazioni di categoria — quelle dei tavoli istituzionali, delle slide con frecce animate e qualche errore di formattazione impercettibile ai più. Se ne erano accorti?

Noi sì. Venticinque giorni. Nessuna parola.

Forse correggevano le presentazioni.

Forse certi tavoli si proteggono tacendo.

Noi prendiamo nota.

Buona fortuna con la prossima slide.

Detto questo — qualcuno ha avuto il coraggio di esserci.

Pochissimi.

Qualche assessore e consigliere regionale che non ha girato la testa. Qualche sindaco e consigliere comunale che ha scelto la parte giusta quando era scomodo. A loro va il nostro rispetto genuino.

In un deserto di silenzio anche una voce conta.

Il 28 aprile il Consiglio Regionale si riunirà.

Primo consiglio dopo il maltempo.

Prima occasione ufficiale per dimostrare di esserci.

E l’emergenza agricola non è all’ordine del giorno.

Questa non è distrazione.

È una scelta. E le scelte si giudicano.

Assessore Cicala. Misure straordinarie per un evento straordinario.

Cifre. Scadenze. Impegni firmati. Se non ce la fa — lo dica.

Con la stessa chiarezza con cui il 10 aprile ha votato contro la sua maggioranza.

Gli agricoltori lucani sanno gestire la verità.

Il silenzio no.

Presidente Bardi. La crisi agricola è sul suo tavolo dal 1° aprile. Non dal 10. Dal 1°.

La storia non giudica chi arriva dopo.

Giudica chi c’era e non ha deciso.

Il 28 aprile è la sua occasione.

L’unica rimasta.

Presidente Pittella. Lei sa — meglio di chiunque in quest’aula — che una maggioranza si regge anche sul suo appoggio.

Ha gli strumenti. Ha il peso politico. Ha la storia.

Usi tutto questo il 28 aprile. Perché se non lo fa lei, non lo fa nessuno.. E lo sa anche lei.

Le istituzioni hanno tempo fino al 28 aprile.

Noi abbiamo tutta la vita.

Il coraggio di decidere non appartiene a tutti.

I risultati, però, appartengono sempre a chi lo ha avuto.

Buon 25 aprile. A chi sa ancora cosa significa essere liberi.

Con voi, se vorrete. Senza di voi, se necessario”.