Una tassa esigua, “ma impattante”, che “sta già producendo effetti negativi su tutto il settore.
L’Italia perde competitività a vantaggio di altri Paesi europei limitrofi, che prontamente si sono accaparrati i voli cargo che prima sceglievano il nostro Paese”.
Dopo l’allarme lanciato dalla Confederazione dei trasporti e della logistica, Forza Italia come fa sapere today chiede di rinviare al prossimo luglio la tassa da due euro sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra Ue.
“I colossi extraeuropei già aggirano i limiti e riescono, comunque, a inondare il nostro mercato con la loro merce, spesso di bassa qualità facendola entrare da altri snodi europei.
Oltre al danno anche la beffa”, afferma l’azzurra Erica Mazzetti annunciando la presentazione di un emendamento al Dl milleproroghe per far slittare l’introduzione della tassa.
L’iniziativa di Forza Italia arriva dopo le ultime dichiarazioni rilasciate da Andrea Cappa, direttore generale della Confetra, che ha spiegato in che modo le aziende possono comunque far arrivare i pacchi in Italia senza sovrapprezzo.
Del resto immaginarlo non era difficile: nell’Unione europea vige il mercato unico, motivo per cui basta far arrivare il prodotto in un altro Paese europeo, e poi via gomma o ferro in Italia.
“Il risultato è che le merci entrano comunque in Italia via camion, senza pagare il contributo previsto, con un aumento dell’inquinamento e con lo spostamento dei traffici verso altri Paesi“, ha spiegato Cappa.
“I primi effetti sul sistema aeroportuale nazionale sono già evidenti: dall’inizio di gennaio l’aeroporto di Malpensa ha perso oltre trenta voli e il calo dei traffici legati a questo tipo di spedizioni è enorme“, ha fatto sapere il presidente di Confetra, che negli scorsi giorni ha avuto un incontro interlocutorio sul punto con il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi.
“Si sta assistendo a un forte spostamento delle merci su gomma attraverso i valichi alpini, con un ulteriore aggravio sulla viabilità e sull’ambiente”, ha aggiunto.
Dopo l’allarme, Forza Italia ha tentato di correre ai ripari, seppur con un semplice rinvio:
“L’obiettivo della proposta di modifica, è quello di avere una normativa, una legislazione, una tassazione uniforme su tutto il territorio europeo”, spiega Mazzetti.
“Il governo valuti attentamente questa proposta per tutelare il settore del commercio e della logistica, strategico per l’Italia soprattutto oggi”.
Secondo il Codacons che sottolinea il flop dell’intervento del governo:
“L’Italia, soccombendo alla lobby dei commercianti, aveva anticipato la tassa europea introducendo un balzello da 2 euro sulle spedizioni extra-Ue che si è rivelata un flop totale ed è stata largamente elusa dagli operatori del settore, i quali spedivano i pacchi diretti in Italia in altri Paesi europei dove non esiste questa tassazione, pacchi che poi entravano in Italia viaggiando su gomma” ricorda l’associazione dei consumatori.
I 122 milioni di euro di incassi stimati dal governo per il 2026 non si sono quindi visti, mentre dal prossimo 1° luglio entrerà in vigore la tassa europea da 3 euro sempre sui pacchi extra-Ue di importo inferiore ai 150 euro.
E su tale aspetto il governo deve fare chiarezza.
Vogliamo sapere se la tassa italiana da 2 euro si sommerà, a partire da luglio, a quella europea da 3 euro, o se il balzello verrà uniformato al valore stabilito dall’Europa perché, in caso contrario, la tassazione sui piccoli pacchi potrebbe arrivare in Italia a 5 euro realizzando una nuova stangata a danno dei consumatori”.





















