“Sono trascorsi diversi mesi dalla presentazione della nostra proposta di introdurre un sussidio economico annuale di 350 euro per i pensionati lucani con trattamenti minimi e con Isee fino a 15mila euro, ma ad oggi dalla Regione Basilicata e dalla politica lucana non è arrivata alcuna risposta concreta.
Un silenzio grave, incomprensibile e offensivo nei confronti di migliaia di anziani che vivono ogni giorno una condizione di forte disagio economico”.
È quanto dichiara il segretario regionale della UIL Pensionati Basilicata, Carmine Vaccaro, tornando a sollecitare il Governo regionale e il Consiglio regionale ad inserire nella prossima legge di bilancio la misura proposta dal sindacato.
Sottolinea Vaccaro:
“La nostra non è una proposta propagandistica ma una richiesta seria, sostenuta dai numeri e dalla realtà sociale della Basilicata.
Parliamo di 27.701 pensionati lucani con integrazione al minimo, con un importo mensile medio di appena 609 euro. Persone che spesso devono scegliere tra acquistare farmaci, pagare le bollette o fare la spesa“.
Secondo i dati elaborati dalla UIL Pensionati Basilicata, ben 19.643 pensionati vivono nella provincia di Potenza e 8.058 in quella di Matera.
La fascia più numerosa è quella compresa tra 601 e 700 euro mensili, con 23.476 persone, mentre oltre 2mila pensionati superano di poco i 700 euro.
Numeri che raccontano una fragilità sociale sempre più estesa.
Continua Vaccaro:
“A colpire è soprattutto il disinteresse mostrato finora dalla politica regionale.
Al netto di qualche consigliere regionale che ha deciso di fare propria la nostra proposta, assumendosi la responsabilità di portarla all’attenzione delle istituzioni, registriamo immobilismo e assenza di volontà politica.
Eppure si tratta di una misura di dignità sociale, non di assistenzialismo”.
Il segretario regionale della UIL Pensionati evidenzia anche come la Basilicata continui a fare i conti con spopolamento, invecchiamento della popolazione e aumento della povertà:
“In una regione dove tanti giovani sono costretti a partire e dove gli anziani restano soli e con pensioni insufficienti, non intervenire significa voltarsi dall’altra parte.
Le royalties petrolifere devono diventare uno strumento di redistribuzione sociale e sostegno alle fasce più deboli.
Da un’anLisi di dati in nostro possesso, riguardanti i pensionati titolato al sussidio, la platea ipotetica dei beneficiari ammonterebbe a circa 27.701 persone per un importo lordo annuo presunto di 9.695.350 euro da attingere – a nostro parere – dalle entrate delle royalties regionali per il diritto di sfruttamento delle estrazioni di idrocarburi”.
Vaccaro lancia quindi un appello diretto al presidente della Regione, alla giunta e all’intero Consiglio regionale:
“Servono risposte immediate. Non c’è più tempo da perdere. Ogni mese che passa pesa sulle spalle di migliaia di pensionati lucani che chiedono semplicemente rispetto, attenzione e il diritto a vivere con dignità.
La UIL Pensionati Basilicata continuerà la sua battaglia senza arretrare di un passo”.





















