Una pedalata da ricordare e soprattutto dal valore simbolico importante.
Percorsi oltre 600 chilometri con un importante dislivello e tanta voglia di arrivare a Matera, partendo da Roma.
Con questo gesto sportivo in solitaria, Federico Antonelli ha voluto portare un messaggio di pace al mondo, indossando i colori del Bici Club Matera “Adriano Pedicini”.
Domenica mattina, infatti, la squadra del Bici Club Matera “Adriano Pedicini”, affiliata al Comitato Territoriale di Matera del Centro Sportivo Italiano, in formazione compatta, è andata incontro al randonneur europeo Federico Antonelli, protagonista di una straordinaria impresa ciclistica all’insegna dello sport, della pace e della fratellanza tra i popoli.
Un messaggio che ha voluto rimarcare attraverso la determinazione di completare un percorso imponente, tortuoso e difficoltoso, ma che lui non ha mai pensato di mollare, nonostante le difficoltà incontrate sul percorso ed il meteo non sempre benevolo di questi giorni.
Federico Antonelli è partito da Roma, venerdì 8 maggio 2026, ed è arrivato a Matera domenica 10 maggio 2026, percorrendo circa 600 chilometri con oltre 6000 metri di dislivello, suddividendo il suo viaggio sportivo in tre tappe.
Durante il viaggio, indossando con orgoglio la divisa ufficiale del Bici Club Matera “Adriano Pedicini”, ha attraversato l’antica Via Appia, pedalando tra paesaggi mozzafiato, borghi storici e panorami di straordinaria bellezza, portando un importante messaggio di pace nel mondo attraverso lo sport e, soprattutto, attraverso il mezzo che più sta a cuore ai tanti appassionati di ciclismo, la bicicletta.
Ha spiegato il presidente del sodalizio della città dei Sassi, Giovanni Gentile:
“L’arrivo a Matera è stato accolto con entusiasmo dai soci e dagli amici del Bici Club Matera “Adriano Pedicini”.
Tutti abbiamo voluto accompagnare il randonneur negli ultimi chilometri, fino al centro cittadino in un clima di amicizia, sportività e condivisione.
È stato un momento importante per la nostra comunità ciclistica, oltre che un segno di rispetto verso uno sportivo e amico come Federico, capace di intraprendere un percorso così impegnativo con il solo scopo solidale e legato al periodo difficile che l’intero mondo sta vivendo per le tante catastrofiche guerre che stanno colpendo in ogni parte della Terra.
Il ciclismo ancora una volta si conferma strumento di unione, sacrificio, rispetto e libertà.
E di questo andiamo molto fieri”.





















