Dal 6 all’8 maggio 2026, la città di Larnaka (Cipro), Capitale Europea della Cultura per il 2030, ha ospitato la sedicesima Conferenza Culture Next, appuntamento della rete europea che riunisce città candidate o già titolari del riconoscimento di Capitale Europea della Cultura e di cui la Fondazione Matera Basilicata 2019 è partner sin dalla sua istituzione.
Alla Direttrice Rita Orlando è stata affidata la conduzione del tavolo sulla rete delle città mediterranee della cultura, dove Matera ha portato uno degli obiettivi strategici del progetto “Terre Immerse”: costruire un meccanismo stabile di cooperazione culturale tra le istituzioni locali e la Commissione europea, gli artisti, gli operatori culturali e i cittadini dell’area euromediterranea.
La conferenza, svoltasi sotto il tema “Culture for CCS – Empowering the Cultural & Creative Sectors” e con la partecipazione di rappresentanti di circa cinquanta città europee, istituzioni culturali e operatori del settore, ha affrontato temi come la governance sostenibile degli ecosistemi culturali, il capacity building e le reti internazionali.
Un’attenzione specifica è stata dedicata alle condizioni di lavoro degli artisti in contesti di conflitto o esilio, con la partecipazione di organizzazioni come Culture Resourse Al Mawred, Artists On the Frontline, Musicians Without Borders.
Nella giornata conclusiva dell’8 maggio, la Fondazione ha promosso la sessione dedicata al Mediterranean Cultural Cities Network (MCCN) – Bridging Shores, Building Futures, un’iniziativa che mira a connettere città con radici storiche e sfide contemporanee comuni, facendo della cultura una leva per lo sviluppo sostenibile e la coesione nel bacino mediterraneo.
La sessione, moderata dalla Direttrice Rita Orlando, ha coinvolto Stefano Dotto, Senior Expert della Direzione generale per il Medio Oriente, il Mediterraneo e il Golfo della Commissione Europea, Genci Kojdheli Direttore Generale per la Pianificazione Strategica del Comune di Tirana, e Agnès Ruiz Clarasó, Policy Officer e Focal Point per la Cultura della rete United Cities and Local Governments (UCLG).
Il confronto ha riguardato i modelli attraverso cui le città possono esercitare un ruolo attivo nella cooperazione culturale internazionale, costruendo reti stabili che non si esauriscano nell’anno di mandato ma generino collaborazioni durature tra le sponde del Mediterraneo.
In questo senso la posizione di Matera è peculiare: prima città ad aver ricoperto sia il titolo di Capitale Europea della Cultura nel 2019, sia quello di Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo nel 2026, si trova oggi a fare da anello naturale tra le due reti, portando dentro Culture Next l’agenda mediterranea di UfM e ALF e viceversa, con l’obiettivo di connettere altre iniziative regionali rilevanti come la Capitale africana e quella araba della cultura.
Un ruolo che assume contorni sempre più concreti se si considera il numero di città mediterranee che hanno attraversato o stanno attraversando esperienze simili: le Capitali Europee della Cultura dell’area mediterranea come La Valletta (2018), Pafo (2017), Eleusi (2023), Évora (2027), Larnaka (2030), le candidate spagnole al titolo ECoC 2031 (Càceres, Granada, Las Palmas de Gran Canaria, Oviedo) e Victoria (Gozo, Malta).
E ancora Tirana e Alessandria d’Egitto, Capitali Mediterranee della Cultura e del Dialogo 2025, e Córdoba e Saida, già designate per il 2027.
L’obiettivo della rete è promuovere la diplomazia delle città attraverso la cultura e gli organismi intermedi come la Fondazione, per creare un sistema di connessioni strutturato che può influenzare le politiche europee.
Ha dichiarato Rita Orlando, Direttrice della Fondazione Matera Basilicata 2019:
“La conferenza di Larnaka ha confermato che la nostra idea di una rete strutturata di partner culturali dell’area euromediterranea trova oggi interlocutori sempre più autorevoli a livello europeo e internazionale.
Era parte della visione con cui abbiamo costruito la candidatura di Matera a Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026, e sta diventando un’agenda concreta.
Stiamo lavorando a un meccanismo stabile di cooperazione tra istituzioni culturali delle città accomunate dalle stesse sfide, che arrivi a far confluire risposte e visioni comuni nel Manifesto della Cittadinanza Euromediterranea.
Un obiettivo che risuona in modo particolare oggi, 9 maggio, anniversario della Dichiarazione Schuman del 1950 e data scelta per celebrare ogni anno la Festa dell’Europa”.





















