Ritorno dell’ora legale: “non è accettabile che i cittadini continuino a subire gli effetti di un meccanismo ormai superato”. E voi cosa ne pensate?

Nella notte tra Sabato 28 e Domenica 29 Marzo scatterà il ritorno dell’ora legale e le lancette dovranno essere spostate in avanti di un’ora.

Un appuntamento che si ripete ogni anno e che, secondo il Codacons, impone ormai una decisione chiara sul superamento del doppio cambio stagionale dell’orario.

A intervenire è il Prof. Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons, che richiama l’attenzione su una questione che incide concretamente sulla vita quotidiana dei cittadini.

Afferma Tanasi:

“Il passaggio dall’ora solare all’ora legale, e viceversa continua a rappresentare un meccanismo percepito da molti come anacronistico, con effetti sui ritmi biologici, sul sonno, sulla capacità di concentrazione e, più in generale, sul benessere quotidiano”.

Secondo il Codacons, il tema non può più essere archiviato come una semplice abitudine, perché il cambio dell’orario produce effetti reali sull’organizzazione personale e familiare, imponendo ai cittadini un adattamento forzato che si traduce in stanchezza, disagi e difficoltà nella ripresa delle normali attività.

Spiega Tanasi:

“Non si tratta soltanto di spostare in avanti le lancette di un’ora.

Il punto centrale è che milioni di persone continuano a subire un meccanismo che, a fronte di un dibattito aperto da anni in Europa e in Italia, non ha ancora trovato una soluzione chiara e stabile.

È proprio questa incertezza a rendere ancora più incomprensibile la permanenza di un sistema che continua a suscitare ampie perplessità”.

Il Codacons ricorda inoltre che, sul piano europeo, il dossier relativo al superamento del cambio stagionale dell’orario resta privo di una decisione definitiva, nonostante il tema sia da tempo all’attenzione delle istituzioni dell’Unione.

Per l’associazione è dunque necessario affrontare la questione in modo organico e definitivo, ponendo al centro non solo gli aspetti organizzativi ed economici, ma soprattutto la qualità della vita dei cittadini.

Prosegue Tanasi:

“Serve una scelta chiara, stabile e non più rinviabile.

Non è accettabile che i cittadini continuino a subire gli effetti di un meccanismo ormai superato senza che venga assunta una decisione finale.

Occorre aprire una fase nuova, improntata a razionalità, certezza e attenzione concreta alla qualità della vita delle persone”.