Fornire una risposta strategica e corale per trasformare l’eccellente patrimonio agroalimentare, culturale e produttivo di Matera e provincia in un modello di sviluppo integrato, circolare e sostenibile.
E’ questa la mission del neo costituito Distretto del Cibo Materano, organismo che ha già depositato alla Regione Basilicata l’istanza di riconoscimento formale e che ha la Provincia di Matera quale ente capofila, presentato questa mattina nella sala presidenziale di via Ridola.
Il Presidente della Provincia di Matera, Francesco Mancini, ha sottolineato il valore istituzionale e strategico dell’iniziativa:
“Il Distretto rappresenta una scelta di visione e di responsabilità.
Come Provincia abbiamo creduto sin dall’inizio nella necessità di un soggetto capace di mettere a sistema le energie migliori del territorio, creando opportunità reali per le imprese e rafforzando la nostra capacità di dialogo con i livelli nazionali ed europei.
Questo Distretto è un investimento sul futuro della nostra comunità e sulla forza delle sue filiere produttive”.
I promotori Antonio Blandi, esperto di valorizzazione del patrimonio agroalimentare, Giuseppe Perri, esperto in politiche comunitarie e direttore del Distretto, e il già sindaco di Matera, Domenico Bennardi, hanno spiegato che l’obiettivo è:
“consolidare il Distretto quale interlocutore istituzionale stabile nei confronti dei ministeri e delle istituzioni comunitarie, costruendo una rete capace di valorizzare e connettere il mondo agricolo, i laboratori artigianali, il comparto turistico e gli enti locali“.
Blandi ha aggiunto che:
“la missione si articola su due direttrici strettamente interconnesse: la valorizzazione dell’identità territoriale e l’intercettazione di risorse finanziarie per il tessuto economico locale.
Attraverso lo strumento dei Contratti di Distretto, l’organismo aprirà l’accesso a linee di finanziamento agevolate che in Basilicata prevedono intensità d’aiuto straordinarie: fino al 50% degli investimenti materiali e immateriali e fino al 100% delle spese per promozione, ricerca e sviluppo.
Una programmazione che si fonda su una governance partecipativa a maggioranza privata, aperta a tutte le realtà del territorio provinciale”.
Perri, invece, ha sottolineato che;
“l’obiettivo è promuovere una cultura alimentare mediterranea fondata sulla tutela della biodiversità, sul racconto dei territori e sull’introduzione di strategie innovative capaci di far superare alle piccole aziende l’isolamento del mercato”.
Bennardi non ha mancato di evidenziare come:
“l’aggregazione delle filiere d’eccellenza, trainate da pilastri storici come il pane di Matera IGP, l’olivicoltura, la viticoltura DOC e la tradizione casearia della Murgia, è l’unica vera chiave per generare ricadute economiche concrete a vantaggio dell’intera comunità e di qualunque azienda decida di prendere parte a questa grande alleanza territoriale”.





















