Svolta nell’iter parlamentare per la riforma delle regole sull’accesso e la revoca della cittadinanza.
La Camera dei Deputati ha approvato, con 148 voti a favore, 99 contrari e 2 astenuti, la dichiarazione di urgenza per la proposta di legge presentata dalla Lega.
Grazie a questa decisione, i tempi di esame in Commissione Affari costituzionali verranno dimezzati, riducendosi a trenta giorni rispetto ai sessanta ordinari, con l’obiettivo di portare il testo in Aula in tempi rapidi.
Il provvedimento, che vede come primo firmatario il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari insieme ai deputati Jacopo Morrone, Giorgia Andreuzza, Ingrid Bisa ed Elena Maccanti, mira a introdurre una netta stretta normativa, agendo su due fronti principali: le cause ostative per i minori stranieri e l’ampliamento dei motivi di revoca dello status di cittadino.
Ha spiegato Molinari illustrando le ragioni del testo:
“Oggi, nel caso dei minorenni, non esistono cause ostative”.
La proposta leghista prevede infatti che, in presenza di reati gravi contro la persona, contro il patrimonio o legati allo spaccio di sostanze stupefacenti, l’acquisizione della cittadinanza venga bloccata per i minori stranieri fino alla loro piena riabilitazione giuridica.
Sul fronte della revoca, l’obiettivo della proposta di legge è quello di estendere una misura attualmente limitata ai soli reati di terrorismo ed eversione.
La Lega punta a includere nel perimetro della perdita della cittadinanza, qualora già acquisita, anche condanne definitive per reati comuni di particolare gravità, tra cui l’omicidio, la violenza sessuale, la tratta di esseri umani e le mutilazioni genitali femminili.
Ha ribadito Molinari:
“Siamo convinti che la revoca sia necessaria anche per chi accoltella, uccide e stupra”.
Il testo della proposta prevede inoltre l’introduzione di un esame di integrazione al compimento dei diciotto anni per gli stranieri nati in Italia e un inasprimento dei requisiti temporali di residenza legale sul territorio nazionale necessari per presentare la domanda.
Con il via libera all’iter abbreviato da parte dell’Aula di Montecitorio, il dossier sulla sicurezza e i requisiti di cittadinanza si appresta a entrare nel vivo della discussione parlamentare già nelle prossime settimane.
Dichiara il commissario regionale della Lega Basilicata, Pasquale Pepe:
“La riforma proposta dalla Lega va nella direzione di una cittadinanza fondata su diritti, ma anche su doveri.
Chi sceglie di diventare cittadino italiano deve dimostrare di rispettare le nostre leggi e i valori della nostra comunità.
La cittadinanza non può essere un automatismo, ma il punto di arrivo di un percorso fondato sul rispetto delle regole e su un’effettiva integrazione. Si tratta di una proposta che punta a rafforzare il senso di responsabilità e la tutela della collettività”.




















