“La condizione in cui versano molte delle nostre strade materane ha superato il livello della semplice criticità per diventare una vera e propria emergenza quotidiana.
Muoversi a Matera, oggi, significa troppo spesso fare i conti con un percorso a ostacoli che mette a rischio l’incolumità di automobilisti, motociclisti e pedoni.
Occorre un piano straordinario di interventi, perché sulla sicurezza non si scherza”.
A dichiararlo è il consigliere comunale ed ex sindaco di Matera, Domenico Bennardi, che scrive:
“Di fronte a questo scenario, ogni singolo euro investito sulla manutenzione non è una spesa di facciata, ma un investimento sulla qualità della vita.
Nell’ultima massima assise cittadina, il sindaco Nicoletti ha annunciato un investimento di 1,2 milioni di euro per il rifacimento delle strade.
Sebbene ogni risorsa sia benvenuta, questa cifra è drammaticamente insufficiente per un territorio vasto come il nostro.
Sulla scorta dell’esperienza alla guida della città, ricordo che gli uffici tecnici stimarono in circa 50 milioni di euro la somma necessaria per una riqualificazione totale.
Nel nostro quadriennio, pur tra mille difficoltà tra Covid e PNRR, eravamo riusciti a spendere oltre 5 milioni di euro, intervenendo su arterie fondamentali come via dei Normanni, viale Europa, via Collodi, via Lucana e altre. Rispetto a quelle cifre, 1,2 milioni oggi rischiano di tradursi in semplici palliativi”.
Bennardi punta poi il dito su una gestione dell’emergenza giudicata fallimentare:
“Negli ultimi tempi stiamo assistendo alla pessima abitudine di ‘risolvere’ il problema transennando le buche, arrivando a usare anche i New Jersey per intere settimane, bloccando la viabilità in attesa di un ripristino che non arriva mai.
Un esempio lampante è la zona del Parco dei 4 Evangelisti, con strade parzialmente interrotte da settimane.
Buche, lacerazioni e smottamenti dell’asfalto vanno risolti subito.
L’amministrazione faccia meno missioni e trasferte istituzionali e crei immediatamente un fondo di intervento emergenziale di immediato utilizzo per le strade”.
L’ex sindaco richiama l’attenzione anche sulla geografia cittadina e sul rispetto delle regole:
“Matera non finisce in centro. Esiste un tessuto extraurbano, tra borghi e periferie, dove la viabilità è persino peggiore.
Penso alle segnalazioni dalle periferie più estreme come l’area di Palomba-Gavatino, dove famiglie e imprese pagano le tasse ma si sentono cittadini di serie B, senza nemmeno avere strade ma percorsi rurali ricoperti di ghiaia che ostacolano persino i mezzi di soccorso.
Ricordo inoltre che durante il mio mandato abbiamo approvato un nuovo e severo Regolamento sulle Manomissioni Stradali: le ditte che fanno scavi per i sottoservizi hanno l’obbligo di rifare l’intero manto stradale della carreggiata, non una semplice toppa. Ma non mi pare proprio che oggi si stia facendo rispettare.
È compito insindacabile di sindaco, assessori competenti e Polizia Locale vigilare con rigore e diffidare le imprese inadempienti.
Continuerò, dai banchi dell’opposizione, a stimolare l’amministrazione affinché si passi dalle soluzioni tampone a una programmazione seria e strutturata”.





















