L’UGL Potenza esprime:
“il più profondo cordoglio e si stringe con sincera partecipazione al dolore della famiglia di Michele Rago, il giovane operaio di 25 anni, originario di Brindisi di Montagna, che questa mattina ha perso tragicamente la vita durante un intervento di manutenzione all’interno del parco eolico “Aria del Vento”, tra i comuni di Mongrassano e Cerzeto, in provincia di Cosenza.
Un ragazzo della nostra terra, un giovane lucano partito per lavorare con il solo obiettivo di costruirsi un futuro, non farà più ritorno a casa.
Alla sua famiglia, ai suoi genitori, ai suoi amici e all’intera comunità di Brindisi di Montagna e del Potentino va l’abbraccio commosso dell’UGL Potenza.
Ma il tempo del solo cordoglio è finito.
Di fronte all’ennesima tragedia non ci accontentiamo più delle rituali dichiarazioni di circostanza. Non bastano i minuti di silenzio, i messaggi di vicinanza o le promesse che si ripetono identiche dopo ogni incidente mortale.
Ogni lavoratore che perde la vita rappresenta il fallimento di un sistema che avrebbe dovuto proteggerlo.
Lo afferma con fermezza Giuseppe Palumbo, Segretario Provinciale dell’UGL Potenza.
“Ogni volta che un lavoratore esce di casa e non vi fa ritorno, lo Stato deve interrogarsi sulla propria coscienza. La sicurezza non può essere solo uno slogan da esibire nelle conferenze stampa.
La vigilanza è un preciso dovere delle istituzioni. Se i controlli fossero più frequenti, più rigorosi e realmente efficaci, probabilmente oggi molte famiglie non starebbero piangendo i propri figli.”
Attendiamo, con il massimo rispetto, che la Procura della Repubblica di Cosenza e gli organi investigativi accertino l’esatta dinamica dell’accaduto e ogni eventuale responsabilità.
Ma c’è una responsabilità che è già sotto gli occhi di tutti.
Quella di uno Stato che continua a rincorrere le tragedie invece di prevenirle.
Non è più tollerabile assistere a un bollettino di guerra che, settimana dopo settimana, continua ad allungarsi. Non è normale che nel 2026 si possa ancora morire mentre si lavora.
Non è normale che giovani di venticinque anni paghino con la vita il diritto al lavoro.
La Basilicata e il Potentino conoscono bene il valore del sacrificio. Sono centinaia i nostri concittadini che ogni giorno lasciano le proprie case per raggiungere cantieri, industrie, impianti e luoghi di lavoro in tutta Italia. Lo fanno con dignità, spirito di sacrificio e senso del dovere.
Hanno il diritto sacrosanto di rientrare a casa sani e salvi. Le istituzioni nazionali e gli organismi preposti alla vigilanza non possono continuare a limitarsi a intervenire dopo le tragedie. Devono prevenirle. Questo è il loro compito. Questo è il loro dovere.
L’UGL Potenza chiede con forza un cambio radicale di passo.
Servono più ispettori, controlli costanti, verifiche severe, investimenti concreti nella prevenzione, nella formazione e nella cultura della sicurezza. Chi mette a rischio la vita dei lavoratori deve sapere che lo Stato è presente e che i controlli sono continui, non episodici.
Basta morti sul lavoro. Basta giovani che partono per guadagnarsi da vivere e tornano dentro una bara. Basta piangere vittime innocenti mentre si continua a parlare di fatalità. Le morti sul lavoro non possono e non devono diventare un fatto ordinario.
L’UGL Potenza continuerà a denunciare ogni omissione, ogni ritardo e ogni insufficienza del sistema di prevenzione, perché il diritto al lavoro non può mai trasformarsi in una condanna a morte.
Per Michele non ci sarà una seconda possibilità.
Per tutti gli altri lavoratori – conclude Palumbo – abbiamo il dovere di fare in modo che questa tragedia non venga dimenticata dopo pochi giorni”.





















