“Una buona idea realizzata male e successivamente snaturata proprio nel momento in cui avrebbe potuto essere più utile.
È questo il paradosso del bonus gas, che oggi deve essere ripensato e rifinanziato per evitare che, dal prossimo autunno, l’aumento dei costi energetici si trasformi in una nuova emergenza sociale per le famiglie lucane”.
Lo dichiara il consigliere regionale Roberto Cifarelli, presidente della Seconda Commissione consiliare Bilancio e Programmazione.
“Il bonus era nato per restituire ai cittadini una parte del valore delle risorse energetiche estratte dal territorio e per ridurre concretamente il peso delle bollette.
La sua gestione, tuttavia, non è stata accompagnata da una programmazione stabile, da certezze finanziarie e da una strategia capace di trasformarlo in una vera politica regionale di contrasto alla povertà energetica.
La decisione di Bardi e Latronico, assunta con l’approvazione della legge di bilancio 2026, di spostare una parte rilevante di quelle risorse per il ripiano del disavanzo sanitario e per evitare il commissariamento ha ulteriormente ridotto l’efficacia dello strumento.
Oggi il rischio è che, proprio mentre a causa delle sciagurate guerre crescono i prezzi del gasolio, del gas e dell’energia, venga meno una delle poche misure in grado di sostenere concretamente i bilanci familiari”.
La sanità deve certamente essere risanata e finanziata, ma non si può chiedere alle famiglie di scegliere tra curarsi, riscaldare la propria abitazione e utilizzare l’automobile per raggiungere il luogo di lavoro o i servizi essenziali.
Il disavanzo sanitario avrebbe dovuto essere affrontato individuando responsabilità, sprechi e cattiva programmazione, non prelevando risorse da uno strumento nato per sostenere il reddito delle famiglie.
Ora, però, non basta limitarsi a contestare una scelta già compiuta.
È necessario che la Giunta regionale reperisca nuove risorse per ricostituire integralmente la dotazione finanziaria del bonus e impedirne il progressivo esaurimento.
In caso contrario, la riduzione del beneficio ricadrà direttamente sulle famiglie lucane, in una fase nella quale il costo complessivo dell’energia rischia di aumentare ulteriormente.
L’instabilità internazionale, alimentata da scelte belliche scriteriate e prive di una strategia, portate avanti da Donald Trump e sostenute politicamente dal Governo Meloni almeno fino a quando è stato conveniente, sta producendo tensioni sul petrolio e sui carburanti, tanto che il gasolio alla pompa ha nuovamente superato i 2 euro al litro, e sta avendo conseguenze anche sul mercato del gas e dell’energia.
Oggi Giorgia Meloni cerca di prendere le distanze dalle decisioni più irresponsabili dell’alleato americano, ma non può ignorarne gli effetti economici e sociali: il caro energia può entrare nelle case dei lucani due volte, attraverso il pieno dell’automobile e attraverso le bollette, oltre che mediante l’aumento generalizzato dei prezzi.
Bardi e il centrodestra hanno concepito il bonus gas come una misura generalizzata, anziché come una misura progressiva in base al reddito delle famiglie.
Ora siano conseguenti e trovino nuove coperture finanziarie per ripristinare in bilancio quanto necessario a garantire a tutte le famiglie lucane la gratuità della componente relativa alla molecola gas, obiettivo che fino a oggi non è mai stato pienamente raggiunto.
Certamente a pagare non possono essere le famiglie con redditi più bassi, i nuclei numerosi, gli anziani, le persone con disabilità e quanti vivono nelle aree interne o in abitazioni caratterizzate da consumi energetici più elevati.
Accanto al sostegno diretto sulle bollette, una parte delle risorse dovrebbe essere destinata all’efficientamento energetico delle abitazioni delle famiglie più fragili, alla sostituzione degli impianti meno efficienti e alla riduzione strutturale dei consumi.
Contrastare la povertà energetica significa, infatti, non soltanto pagare una parte delle bollette, ma mettere le famiglie nelle condizioni di consumare meno e vivere in abitazioni più sicure ed efficienti.
La Giunta Bardi deve quindi indicare con chiarezza dove intenda reperire le risorse necessarie, quale sarà la futura dotazione del bonus e secondo quali criteri verrà distribuito.
Certo è che l’eventuale ulteriore riduzione del beneficio non può avvenire in maniera indistinta, penalizzando allo stesso modo famiglie con condizioni economiche profondamente diverse”.





















