È stata inaugurata lo scorso 5 Settembre negli spazi del Museo della Fotografia Pino Settanni a Palazzo Viceconte la mostra “RILETTURE. Antropologia visiva del cambiamento urbano”, promossa dalla Fondazione Valenzi in collaborazione con partner come l’Accademia di Belle Arti di Napoli, l’Archivio Fotografico Parisio e Magazzini Fotografici.
L’esposizione rappresenta l’atto conclusivo di un articolato percorso sostenuto da Strategia Fotografia 2025 della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, ideato per innescare un confronto diretto tra la grande fotografia d’archivio e le ricerche delle nuove generazioni di autori.
Tra i fotografi selezionati figura il fotogiornalista Ciro Giso, presente all’interno del percorso espositivo con il lavoro Napoli Antagonista.
La mostra mette in dialogo le opere dei maestri del passato – come Fabio Donato, Luciano Ferrara, Gianni Fiorito, Fabrizio Parisio e Pino Settanni, insieme al fondo dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale con scatti di Annabella Rossi, Marialba Russo e Mario Vanacore – con i linguaggi contemporanei.
In questa cornice si inserisce la ricerca condotta da Ciro Giso, che raccoglie una selezione di scatti derivati da un prolungato lavoro sul campo.
Il progetto Napoli Antagonista nasce dalla volontà di restituire alla città partenopea la sua autentica e complessa dimensione sociale, scardinando le rappresentazioni edulcorate o ridotte a mero folklore per concentrarsi sulle criticità, la partecipazione politica e la costante trasformazione dei territori.
Co-fondatore della realtà editoriale Marea Media e specializzando in Relazioni Internazionali, Giso adotta un approccio al reportage visivo che fonde la disciplina dell’inchiesta giornalistica con un’attenzione costante alle dinamiche politiche e sociali dei contesti periferici o complessi.
Intervenendo alla presentazione, l’autore ha sottolineato la dimensione etica della pratica fotografica:
«La fotografia è prima di tutto un gesto d’amore verso la storia, perché impone all’autore di spogliarsi del sé per focalizzarsi sull’altro.
Quando la si affronta con metodo giornalistico poi, scattare diventa un’assunzione di responsabilità: penso al lavoro dei reporter palestinesi, la cui testimonianza è fondamentale per documentare un genocidio.
Mentre di fronte a una realtà complessa come quella napoletana, dobbiamo chiederci quale immagine intendiamo restituire: una narrazione inserita in dinamiche di mercato o uno sguardo capace di raccontare i processi reali di una città in continuo movimento?».
L’esposizione sarà visitabile a partire da Lunedì 7 Settembre e resterà aperta al pubblico fino al 30 Ottobre 2026.
Sarà possibile accedere al percorso espositivo presso il Museo della Fotografia Pino Settanni a Palazzo Viceconte, nel centro storico di Matera, dal Lunedì al Sabato nella fascia mattutina dalle 10:30 alle 13:00 e in quella pomeridiana dalle 16:00 alle 18:30.
L’ingresso è libero e gratuito.





















