Dopo vani e ripetuti appelli la categoria degli Estrattori di materiale fluviale è ormai allo stremo.
Scrivono le Sezioni Edili ANIEM di Confapi Matera:
“Il nostro grido d’allarme continua a rimanere inascoltato, mentre la situazione delle imprese del settore estrattivo si aggrava ogni giorno di più.
Per il Presidente degli Edili, Mario Bitonto, la categoria è allo stremo e le imprese valutano licenziamenti del personale addetto alle attività estrattive.
Una situazione difficile da gestire perché, nonostante una proposta di legge presentata tempo fa dall’Associazione alla Regione Basilicata, il blocco delle estrazioni permane.
Dichiara il Presidente Bitonto:
“Il quadro normativo adottato dalla Regione penalizza fortemente il settore, con lungaggini burocratiche che appesantiscono ulteriormente le procedure.
Tutto ciò causa una triplice grave conseguenza:
1.Le imprese del settore non lavorano e annunciano licenziamenti.
2.Manca il materiale inerte per i lavori stradali e ferroviari, nonostante i numerosi cantieri presenti.
3.Tutti i corsi d’acqua sono a rischio di esondazione”.
Prosegue Bitonto:
“Occorrono programmi di escavazione e di manutenzione idraulica per rimuovere i sedimenti in eccesso e mitigare il dissesto idrogeologico.
Qualche tempo fa abbiamo riunito esperti della materia (università, associazioni ambientaliste, ordini professionali, sindacati) e tutti hanno convenuto sul principio per cui l’estrazione di materiali litoidi deve essere consentita con interventi mirati alla difesa del suolo, alla manutenzione degli alvei e alla sicurezza idraulica.
Da quell’incontro sono scaturite anche proposte fatte alla Regione e la predisposizione di una proposta di legge”.
“Ma non solo.
La carenza di materiale litoide ha spinto molte aziende edili a rifornirsi da regioni confinanti (Puglia e Calabria), causando rincari e rallentamenti nelle opere stradali e ferroviarie.
Ciò oltretutto danneggia seriamente l’ambiente, perché crea un traffico pesante di autocarri che immettono gas di scarico nell’atmosfera e usurano le strade, essendo la nostra rete viaria datata e progettata per sopportare indici di carico inferiori.
Il tutto in contraddizione con quello che si vede lungo gli alvei dei fiumi, ove la presenza di fusti di alberi trasportati dalle correnti d’acqua in fase di piena ostacola il corretto deflusso, unitamente all’apporto di materiali il cui deposito concorre ad alzare ulteriormente l’alveo esistente”.
Conclude il Presidente degli Edili di Confapi Matera:
“Decine di imprese con centinaia di lavoratori sono a rischio di sopravvivenza, avendo le attività ferme da mesi e le scorte ormai esaurite.
Il quadro normativo della Regione Basilicata blocca di fatto le estrazioni di materiale fluviale.
Il Dipartimento Ambiente, che pure ha dichiarato disponibilità a una revisione della normativa che contemperi la tutela degli interessi ambientali e socioeconomici, è stato più volte sollecitato da noi a più livelli, ma a oggi non ha dato risposte”.
“A Febbraio di quest’anno la piana di Sibari è stata devastata dall’esondazione del fiume Crati, causata da assenza di manutenzione e dalla foce completamente insabbiata.
Anche la Basilicata è una regione a forte rischio idrogeologico, che continua a mostrare un territorio sempre più fragile”.






















