Tragedia di Amendolara: “La morte dei 4 ragazzi non può essere archiviata”. Ecco le parole del Presidente della Provincia di Matera

“Bruciare vivi quattro ragazzi mentre tornano dal lavoro nei campi è un atto disumano che lacera la nostra coscienza collettiva”.

Il Presidente della Provincia, Francesco Mancini, sceglie parole nette per commentare l’orrore di Amendolara:

“Quanto accaduto non è un incidente né una fatalità. È la manifestazione più crudele di un sistema che espone esseri umani a condizioni indegne, fino a trasformare un semplice rientro dal lavoro in una trappola mortale.

Quattro giovani sono stati inghiottiti dalle fiamme, senza possibilità di salvarsi, mentre cercavano solo di tornare a casa: un episodio che dovrebbe scuoterci nel profondo.

È il segno di un meccanismo che tollera lo sfruttamento, che accetta che il bisogno diventi schiavitù.

Non possiamo più fingere di ignorare come vivono e lavorano migliaia di persone che sostengono la nostra agricoltura.

Quando si arriva a morire così, bruciati vivi in un furgone fatiscente, significa che la soglia dell’umanità è stata superata.

È tempo di cancellare ogni zona grigia, ogni convenienza che alimenta il caporalato. Servono controlli veri, trasporti sicuri, alloggi dignitosi, filiere trasparenti.

Ma soprattutto serve il coraggio di dire basta a un modello che si regge sulla vulnerabilità degli ultimi.

La memoria di questi quattro ragazzi non può essere archiviata.

La loro morte atroce deve diventare un impegno collettivo, affinché la Basilicata non diventi mai terra di sfruttamento e indifferenza”.