LA BASILICATA È LA TERZA REGIONE PIÙ POVERA D’ITALIA! 1 FAMIGLIA LUCANA SU 5 È SUL LASTRICO

I dati dell’Istat fotografano una situazione migliore rispetto allo scorso anno ma ancora al terzo posto tra le regioni più povere d’Italia.

Il presidente provinciale delle Acli Emanuele Abbruzzese: “Torniamo a chiedere con forza un tavolo istituzionale sulla povertà”.

In Basilicata è in condizioni di povertà relativa circa una famiglia su cinque: lo certifica l’Istat nel nuovo rapporto pubblicato oggi.

Il risultato della regione è comunque positivo rispetto all’anno precedente visto che passa dal 25% del 2015 al 21,2%, del 2016.

Il dato della Basilicata resta superiore alla media del Mezzogiorno di 1 punto e mezzo percentuale e lascia la regione al terzo posto tra quelle più in difficoltà, superata solo dalla Calabria e dalla Sicilia.

Il presidente delle Acli di Potenza, Emanuele Abbruzzese, ha commentato:

“Come avevamo già rilevato nel nostro rapporto sulle “Cinque Italie” la Basilicata è ancora un territorio in difficoltà ma gli indicatori socio-economici mostrano segnali di risveglio.

Questo trend positivo della regione negli ultimi due anni ci conforta ma va accompagnato e sostenuto dalle Istituzioni”.

Continua Abbruzzese:

“I dati dell’Istat trovano pieno riscontro nella realtà che ogni giorno incontriamo nei nostri uffici: è urgente un intervento complessivo di sostegno ai nuclei familiari in difficoltà che continuano a soffrire la crisi.

E’ necessario anche intervenire sullo scivolamento verso la povertà di quei nuclei che fino a qualche anno fa rappresentavano il ceto medio: l’impoverimento va frenato subito.

Occorre che tutte le forze scendano in campo in maniera sinergica.

Torniamo a chiedere con forza la costituzione di un tavolo istituzionale di lavoro sulla povertà a cui siano chiamate tutte le organizzazioni capaci di fare rete sulle risposte da dare al problema. La Provincia, pur non avendo una competenza specifica, potrebbe prendere l’iniziativa come ente di Area Vasta.

Diversamente si aprano subito dei tavoli nei Comuni più grandi”.

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