Matera, a lezione di storia del Jazz: i dettagli

Una storia afroamericana. Storia dolorosa ed epica che ha lasciato un’eredità inestimabile anche in campo musicale.

Il primo capitolo di questo racconto intrapreso a Matera giovedì 7 maggio, a Palazzo Lanfranchi, si è interrotto bruscamente sul più bello, per problemi di orario, quando Pasquale Mega stava per narrare l’odissea di Robert Johnson, una leggenda del blues, morto all’età di 27 anni in circostanze misteriose.

Avrebbe stretto un patto col diavolo pur di riuscire a suonare la chitarra meglio di chiunque altro, ma è probabile che il demonio si sia manifestato attraverso le sembianze di un marito geloso che stanco delle avance nei confronti della moglie non avrebbe esitato a servire a Johnson una bottiglia di whisky avvelenata.

Il progetto culturale che inaugura i Laboratori del Gezziamoci 2026, il Festival Jazz della Basilicata, alla sua 39ª edizione, organizzato dall’Onyx Jazz Club, riprenderà proprio da qui, dalla torbida esistenza di un grande talento stroncata da un delitto dalla trama oscura.

Per non correre rischi si è deciso di anticipare alle 17, anziché alle 18, i prossimi due incontri con Mega in programma giovedì 14 maggio e giovedì 21 maggio, nella sala conferenze del Museo nazionale di Palazzo Lanfranchi, al primo piano, in piazzetta Pascoli 1, sul tema “Afroamericani. Storie di soprusi, rivolte e musica”.

Attraverso un racconto multimediale che alterna video, audio ed immagini, Pasquale Mega ha cominciato a rileggere una storia che inizia dal lavoro in condizioni di schiavitù nei campi di cotone, di mais e di tabacco e che trova nel blues, nel gospel, nel jazz, nel soul forti motivazioni di resilienza e percorsi di pace.

Un cammino lungo e intricato di ostacoli rappresentati dalle atroci violenze perpetrate da attivisti del Ku Klux Klan e dai continui attriti tra bianchi e neri che si propagano fino ai nostri giorni.

Pasquale Mega conduce un’opera di divulgazione con grande partecipazione, non mancando di trasmettere al pubblico emozioni e ricordi personali che si intrecciano con questa storia straordinaria indagata attraverso cronache e personaggi singolari.

Nella seconda parte del racconto tra le cronache ci saranno quella delle nascita del Ragtime, della Grande Depressione, la grave crisi finanziaria esplosa che dal 1929 sconvolse gli Stati Uniti per una decina d’anni, delle rivolte di Harlem, dell’assassinio di Emmett Tilt.

Tra i personaggi invece saranno rievocate le gesta di Franklin Delano Roosevelt, Billie Holiday, Bob Dylan, Martin Luther King, Dizzy Gillespie, Louis Armstrong, Duke Ellington, Charles Mingus.

A chiudere il ciclo di incontri  sul tema “Afroamericani.Storie di soprusi, rivolte e musica” sarà l’appuntamento di giovedì 21 maggio, alle 17, sempre nella sala conferenze del Museo nazionale di Palazzo Lanfranchi. Ingresso libero.