Prosegue a Policoro il percorso di “Sicuri Insieme”, promosso da Cittadinanzattiva e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con l’obiettivo di rafforzare la consapevolezza delle comunità locali sui rischi di origine naturale e antropica e di favorire una partecipazione informata ai processi di prevenzione e tutela.
La tappa territoriale rappresenta un momento di restituzione pubblica e confronto tra cittadini e Amministrazione comunale sul Piano di Protezione Civile, a partire dai contenuti della “Mappa dei Rischi” elaborata attraverso le indicazioni raccolte dalla comunità locale.
Nel territorio di Policoro i principali rischi naturali segnalati dalla comunità riguardano fenomeni di natura idraulica e idrogeologica, legati alle caratteristiche geomorfologiche della piana del Metapontino e alla presenza di numerosi corsi d’acqua.
La posizione pianeggiante del territorio espone infatti l’area al rischio di alluvioni ed esondazioni, soprattutto in occasione di precipitazioni intense e concentrate.
Tra le criticità più rilevanti viene segnalato il rischio di esondazione del Fosso Valle, nel tratto compreso tra i territori di Montalbano Jonico e Scanzano Jonico, fenomeno che in passato ha provocato disagi significativi alla viabilità locale.
Episodi analoghi sono legati anche ai fiumi Agri e Sinni, che nel 1959 esondarono occupando l’intera piana del Metapontino causando undici vittime nella zona di Madonnella.
Ulteriori elementi di vulnerabilità sono connessi al bacino irriguo di Monte Cotugno, una diga in terra battuta considerata un’infrastruttura strategica per l’approvvigionamento idrico dell’area.
Secondo i cittadini, in caso di eventi sismici o criticità strutturali, il danneggiamento dell’opera potrebbe determinare conseguenze particolarmente gravi per il territorio circostante.
Il territorio della fascia ionica lucana è inoltre interessato da fenomeni di dissesto idrogeologico che hanno storicamente colpito diversi centri limitrofi, come dimostrano eventi franosi di grande entità quali la frana di Pisticci del 1688 e quella di Montescaglioso del 2013.
Accanto ai rischi naturali emergono criticità di origine antropica, in particolare legate all’inquinamento dei suoli e delle acque.
Le preoccupazioni della popolazione si basano anche su rilevazioni effettuate da ARPA Basilicata che hanno evidenziato la presenza di sostanze contaminanti attribuite alle attività industriali storicamente presenti nell’area.
Tra queste viene segnalato l’impianto ITREC di Rotondella, originariamente destinato al ritrattamento del combustibile nucleare esaurito, dove sono stati rilevati contaminanti nell’ambiente circostante e nella foce del fiume Sinni.
Ulteriori fattori di pressione ambientale sono rappresentati dalla contaminazione dei suoli e delle acque riconducibile alle attività industriali della Val Basento e dall’inquinamento da nitrati legato alle colture intensive che caratterizzano l’intera fascia costiera ionica.
Infine, la comunità segnala la frequente presenza di incendi lungo la fascia costiera e nelle aree di pineta, in particolare nel Bosco Pantano di Policoro.
La vicinanza di questi eventi ai centri abitati espone la popolazione ai fumi e alle polveri generate dagli incendi.
“Con Sicuri Insieme abbiamo aperto un dialogo con la Comunità sul governo dei rischi che interessano il territorio e sulla gestione delle emergenze.
Durante l’appuntamento tenutosi presso la Sala del Consiglio comunale, presenti anche le studentesse, gli studenti e i docenti accompagnatori dell’Istituto di istruzione superiore Policoro, si è sviluppato un confronto ampio e proficuo.
Ringraziamo sentitamente l’Amministrazione di Policoro per la disponibilità fornita e per la partecipazione attiva e competente messa a disposizione dei lavori della mattinata”, dichiara Francesca Picciani, Segretaria Regionale di Cittadinanzattiva Basilicata.
La Mappa dei Rischi restituisce quindi un quadro articolato delle vulnerabilità che interessano il territorio di Policoro, evidenziando la necessità di rafforzare le politiche di prevenzione, il monitoraggio ambientale e la conoscenza dei rischi da parte della comunità locale.
Il contesto nazionale nel quale si colloca l’iniziativa è caratterizzato da una crescente frequenza di eventi estremi.
Secondo i dati del Dipartimento della Protezione Civile, elaborati da Openpolis, da maggio 2012 a marzo 2023 lo stato di emergenza è stato dichiarato 169 volte.
Di queste, 135 dichiarazioni sono riconducibili a eventi idrici o meteorologici estremi, mentre 9 hanno riguardato eventi sismici o vulcanici.
Attraverso “Sicuri Insieme”, Cittadinanzattiva ribadisce il valore della collaborazione tra cittadini e istituzioni come risorsa fondamentale per favorire la sicurezza e la salute collettiva.
Dichiara Raniero Maggini, Responsabile delle Politiche dell’Ambiente e del Territorio di Cittadinanzattiva:
“Il Piano di Protezione Civile Comunale non è un mero adempimento amministrativo: è, invece, uno strumento che può fare la differenza tra la vita e la morte.
Occorre che lo si aggiorni incoraggiando la massima partecipazione dei cittadini, che debbono farlo proprio, imparare a conoscere le fragilità del territorio nel quale vivono, richiedere di investire nella prevenzione, condividere le misure finalizzate alla gestione delle emergenze.
Riuscire a convivere con i rischi che gravano sui luoghi che viviamo non è un’opzione, ma un’esigenza, una priorità per chiunque, decisori, imprese, cittadini.
Non dobbiamo attendere la prossima emergenza per saperlo“.





















