L’Area Sud della Basilicata punta a diventare uno dei grandi cammini spirituali del Mezzogiorno. Al via lo studio e la tracciatura del percorso

La nuova stagione dei cammini spirituali italiani apre una prospettiva straordinaria anche per l’Area Sud della Basilicata.

Dopo la nascita del Cammino di Francesco – Il Cammino della Luce, promosso dal Ministero del Turismo con il coinvolgimento delle istituzioni nazionali e la valorizzazione della figura universale di San Francesco, anche il territorio lucano vuole costruire un proprio grande percorso spirituale capace di unire fede, storia, cultura, natura e sviluppo sostenibile.

Il progetto dedicato al Cammino di Francesco rappresenta oggi un modello nazionale di riferimento: un itinerario capace di mettere in rete luoghi della fede, borghi, comunità, paesaggi e territori diversi, dimostrando come la spiritualità possa diventare una leva di crescita culturale ed economica.

Il Cammino di Francesco coinvolge un sistema territoriale che attraversa diverse Regioni italiane – Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Toscana e Umbria – superando i confini amministrativi e trasformandosi in una grande infrastruttura culturale e turistica capace di attrarre pellegrini e visitatori da tutto il mondo.

Una strategia sostenuta dal Ministero del Turismo guidato dal Ministro Gianmarco Mazzi, che ha indicato nei cammini religiosi e spirituali uno strumento fondamentale per valorizzare i borghi, le aree interne e le comunità locali, favorendo un turismo sostenibile, esperienziale e capace di distribuire valore sui territori.

In questo scenario nazionale anche l’Area Sud della Basilicata vuole intraprendere una nuova sfida: è in avvio lo studio per la realizzazione e la tracciatura di un futuro percorso spirituale dell’Area Sud della Basilicata, un itinerario che coinvolgerà i 27 Comuni del GAL “La Cittadella del Sapere”.

Il progetto nasce da una nuova visione del turismo spirituale e del turismo dell’anima: un percorso diffuso riconducibile all’idea de “Le Vie dell’Anima dell’Area Sud della Basilicata”, così denominate dalla Rete Mondiale del Turismo Religioso.

Una prospettiva che interpreta il viaggio come esperienza interiore e conoscitiva, attraverso i luoghi della fede, della storia, della cultura, della natura e delle comunità dell’Area Sud lucana.

Non soltanto un tracciato geografico, ma un progetto di valorizzazione territoriale capace di raccontare una storia fatta di fede, identità, tradizioni, cultura e paesaggi, mettendo in rete comunità che custodiscono un patrimonio spirituale profondamente radicato.

Il progetto del futuro percorso spirituale nasce anche grazie all’ingresso dell’Area Sud della Basilicata nella Rete Mondiale del Turismo Religioso, avvenuto alla fine di maggio 2026.

Un passaggio strategico che apre il territorio lucano a una dimensione internazionale e che inserisce l’Area Sud in una rete impegnata nella promozione dei luoghi della fede e dei grandi itinerari spirituali.

La Rete Mondiale del Turismo Religioso, presente in 18 Paesi, promuove il turismo spirituale come strumento di dialogo tra i popoli, valorizzazione delle identità territoriali, cooperazione internazionale e sviluppo sostenibile.

L’ingresso dell’Area Sud della Basilicata nella rete rappresenta una scelta strategica per collegare un territorio ricco di storia e spiritualità ai grandi circuiti internazionali del turismo religioso, creando nuove opportunità di collaborazione con città della fede, territori e realtà impegnate nella costruzione di itinerari spirituali.

In questa prospettiva, si starebbe lavorando alla fase preliminare di tracciatura, mappatura e individuazione di un possibile percorso spirituale dell’Area Sud della Basilicata, attraverso una collaborazione tra il GAL “La Cittadella del Sapere” e la Rete Mondiale del Turismo Religioso.

Il lavoro punta a individuare un itinerario capace di valorizzare i luoghi della fede, il patrimonio storico-religioso, i borghi, le tradizioni locali e le peculiarità ambientali dei 27 Comuni dell’Area, costruendo un percorso che possa dialogare con i grandi cammini spirituali nazionali e internazionali.

La fase di studio riguarderà non soltanto la definizione del tracciato, ma anche la mappatura delle testimonianze religiose, culturali e paesaggistiche presenti sul territorio, con l’obiettivo di creare un sistema integrato in grado di offrire ai pellegrini e ai visitatori un’esperienza autentica fondata sull’incontro tra spiritualità, storia, natura e comunità locali.

A coordinare per l’Italia la Rete Mondiale del Turismo Religioso è Biagio Maimone, che ha accompagnato il percorso di apertura internazionale dell’Area Sud della Basilicata.

L’accordo con il territorio è stato sviluppato in collaborazione con il GAL “La Cittadella del Sapere”, con il coinvolgimento del Direttore Generale Nicola Timpone, del Presidente del GAL Franco Muscolino e dei rappresentanti della rete internazionale, tra cui Edit Székely, referente europea della Rete Mondiale del Turismo Religioso. Ha inoltre partecipato Marcello Guadalupi, Presidente della Fondazione dei Commercialisti di Milano, che, insieme a Maimone, ha chiesto al Ministro del Turismo Mazzi l’istituzione di una sede istituzionale dedicata al Turismo Religioso, con l’obiettivo di promuoverlo e tutelarlo dai rischi della mercificazione.

La crescita della Rete Mondiale del Turismo Religioso si inserisce in un percorso internazionale che ha visto protagonisti diversi Paesi e territori.

Il Congresso mondiale sul turismo religioso “Tierra de Fe Viva”, svoltosi in El Salvador, ha rappresentato un importante momento di confronto tra istituzioni, comunità religiose, operatori turistici e rappresentanti internazionali.

Al termine dei lavori è stata definita la Dichiarazione di San Salvador, documento programmatico dedicato allo sviluppo del turismo religioso nei prossimi anni, con particolare attenzione alla tutela dei luoghi sacri, alla sostenibilità, al dialogo interculturale e alla valorizzazione delle comunità locali.

Tra i protagonisti del confronto internazionale anche Israele, territorio simbolo della spiritualità mondiale e dei grandi pellegrinaggi, impegnato nella promozione di un turismo religioso responsabile, accessibile e sostenibile.

L’adesione dell’Area Sud della Basilicata conferma quindi il crescente interesse internazionale verso un modello di turismo capace di unire fede, cultura, storia e sviluppo.

Lo studio del futuro percorso spirituale interesserà i 27 Comuni del GAL “La Cittadella del Sapere” e punta alla costruzione di un itinerario capace di valorizzare un patrimonio unico.

Il progetto potrà coinvolgere Maratea, con la Basilica di San Biagio, il Cristo Redentore e il patrimonio religioso della “Città delle 44 Chiese”; il Lagonegrese, con i suoi borghi e luoghi di devozione; il Pollino, territorio di grande valore naturalistico e spirituale; la Val Sarmento e l’Alto Sinni, custodi di tradizioni e identità locali; la Val d’Agri, con il suo patrimonio storico e religioso.

L’obiettivo è costruire un cammino diffuso, nel quale pellegrini e visitatori possano vivere un’esperienza fatta di spiritualità, natura, cultura e incontro con le comunità.

Il confronto con il Cammino di Francesco non significa replicare un modello già esistente, ma prendere ispirazione da un’esperienza che ha dimostrato come la spiritualità possa diventare una leva di sviluppo per i territori.

Il grande percorso francescano ha saputo unire territori diversi attraverso una storia comune, creando una rete nazionale capace di attrarre pellegrini e visitatori da tutto il mondo.

La stessa prospettiva guida oggi l’Area Sud della Basilicata: costruire un percorso che parta dalla propria identità e che possa dialogare con altri itinerari spirituali italiani ed europei.
Il futuro percorso spirituale dell’Area Sud della Basilicata nasce quindi con una prospettiva ampia: collegarsi ad altri cammini italiani, alle città della fede, alle Regioni e alle reti internazionali del turismo religioso.

L’obiettivo finale è trasformare il patrimonio spirituale dei 27 Comuni in una nuova opportunità di sviluppo sostenibile, capace di contrastare lo spopolamento delle aree interne e rafforzare il ruolo della Basilicata nei grandi circuiti del turismo religioso e culturale.

Dopo il Cammino di Francesco, l’Area Sud della Basilicata apre così una nuova pagina: un percorso ancora da tracciare, ma con una storia millenaria da raccontare.