Ipotesi deposito scorie nucleari a Matera e provincia: ecco le parole del Vescovo Caiazzo

Diverse le critiche mosse, non solo dai cittadini, contro l’ipotesi del Governo di realizzare in Basilicata un deposito di scorie radioattive.

Il primo no, dopo aver appreso la notizia, è arrivato proprio dalla Regione Basilicata.

Contrario anche il ministro della Salute, Roberto Speranza.

In merito S. Ecc. Mons. Caiazzo, in un comunicato stampa, dichiara:

“Carissimi,

a proposito degli eventuali siti, individuati in Basilicata, per stoccaggio di scorie radioattive, soprattutto nel materano ho preso contatto con i singoli Sindaci direttamente coinvolti del nostro territorio e con il Presidente della Provincia, consultandomi con la Pastorale Sociale del Lavoro.

Parteciperò ad un incontro congiunto con le istituzioni della nostra Provincia.

Sento tuttavia di ricordare il pensiero che noi vescovi della Basilicata sul tema dell’ambiente avevamo già espresso in modo chiaro nella lettera di Natale del 22 Dicembre 2020.

Ne riprendo un passaggio:

Il contesto natalizio ci interpella anche sulle responsabilità connesse con la cura e la difesa dell’ambiente… Consapevoli che è necessario stabilire il giusto equilibrio tra la protezione della natura e la sua valorizzazione produttiva, vogliamo contribuire anche noi a educare le coscienze per favorire una profonda conversione ecologica che porti a plasmare una chiara cultura ecologica, che, come insegna Papa Francesco, «è uno sguardo diverso, un pensiero, una politica, un programma educativo, uno stile di vita e una spiritualità che diano forma ad una resistenza di fronte all’avanzare del paradigma tecnocratico» (LS,111).

La Chiesa sta dalla parte di ogni uomo e della sua inalienabile dignità, dalla parte della natura e dell’ambiente non contaminato, dalla parte della vocazione di ogni territorio e delle sue potenzialità produttive, dalla parte di chi studia le leggi della natura per custodirla e proteggerla ma anche di chi con il suo lavoro la coltiva e le permette di portare frutto‘.

Vi benedico”.