Salandra: riapre al culto la Chiesa dell’Annunziata. Ecco quando il solenne momento

Dopo diversi anni di lavori, riapre al culto la Chiesa dell’Annunziata a Salandra.

Scrive Don Fabio:

“Con gioia ci prepariamo a vivere questo solenne momento che restituirà alla comunità salandrese un luogo di forte spiritualità ed identità a lei tanto caro.

Nel frattempo rileggiamo un po’ di storia…

La Chiesa dell’Annunziata, risalente con ogni probabilità ai primi anni del XII secolo e segnata nel XVI dalla presenza dei frati francescani riformati tra i quali spicca la figura di P. Eufemio da Miglionico, capo della Riforma francescana di Basilicata, si presenta oggi in forme settecentesche di grande semplicità con un portale archivoltato certamente di epoca più antica.

I ruderi adiacenti alla Chiesa, che meritano senza alcun dubbio di essere recuperati e conservati, testimoniano la presenza dell’antico convento francescano e dell’eremo dei peccatori, dove P. Eufemio viveva, aiutando i peccatori ad espiare le proprie colpe e a purifacarsi prima dell’ingresso in Chiesa.

La Chiesa nata probabilmente su terreno argilloso, ha subito nel corso degli anni varie sollecitazioni indotte probabilmente da cedimenti differenziali del sottosuolo che hanno determinato una consistente deformazione delle strutture in elevazione che tendono a inclinarsi verso destra mentre il pavimento appare singolarmente pendente verso sinistra.

É questa anche una sua particolare caratteristica, che la rende vertiginosamente suggestiva e le fa valere il titolo di “Chiesa delle vertigini”.

Dei suoi beni culturali sacri spiccano una statua in pietra della Madonna, mai datata e collocata nella nicchia d’altare destro della suddetta Chiesa, il trittico dell’Annunciazione attribuito a Simone da Firenze, commissionato dai
Sanseverino nel XVI per questa chiesetta, dedicata appunto alla Madonna dell’Annunziata e custodito attualmente nella chiesa del Convento a sinistra dell’altare maggiore.

La festa dell’Annunziata ricorreva la prima domenica di Maggio divenendo una giornata di piacevole scampagnata primaverile con pranzi all’aperto, suoni, balli e giochi.

Particolare l’usanza di stringere in questo giorno patti d’amore, d’amicizia e comparizi.

Il rito prevedeva tre giri intorno alla Chiesa da parte di giovani coppie, di amici e di compari di S. Giovanni con i mignoli incrociati e saltellando a piccoli passi a forma di quadriglia.

Così s’instaurava un legame saldo che durava per tutta la vita.

Nelle vicinanze della Chiesa tra le querce venivano anche legate corde per permettere ai bambini di divertirsi con improvvisate altalene.

Si racconta, inoltre, che molti devoti per chiedere grazie alla Madonna, si recavano dal paese all’Annunziata a piedi in silenzio per nove giorni consecutivi.

Una storia che ci appartiene e che dobbiamo continuare a scrivere, salvaguardando, custodendo e tramandando questo inestimabile patrimonio culturale che a distanza di secoli ancora ci parla ed edifica.

Tutta la comunità è invitata”.

Ecco i dettagli della cerimonia di riapertura.