Protagonista come centro di cultura e dialogo nel bacino mediterraneo, a Matera si accendono i riflettori per questo anno in cui rappresenta – insieme a Tetouan (Marocco) – la Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo, riconoscimento istituito dall’Unione per il Mediterraneo (UfM) e curato dalla Fondazione Anna Lindh.
A tracciare le linee guida di questo nuovo percorso è la neo direttrice – in carica dal primo Gennaio – della Fondazione Matera- Basilicata 2019, Rita Orlando, che guarda al 2026 come a un passaggio strategico per il futuro della comunità.
Dice Orlando all’ansa: “Questo percorso si avvia in un anno fondamentale per la Fondazione Matera Basilicata 2019, che la vede impegnata di nuovo in prima linea su un progetto di rilevanza internazionale come Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026 e che mette nuovamente la città al centro dell’attenzione dell’agenda governativa nazionale”.
Accanto al valore simbolico del riconoscimento, il programma guarda anche alla continuità dei progetti già avviati e al rafforzamento del sistema culturale regionale.
Aggiunge:
“Proseguiremo altresì nello sviluppo e nella gestione di Fantastico Medioevo, attuazione di una politica triennale strategica della Regione Basilicata, nonché le attività di formazione dedicate al rafforzamento delle competenze della scena culturale e creativa locale”.
Il nuovo riconoscimento si innesta in un percorso di lungo periodo che ha segnato per Matera un cambio di passo profondo, ormai patrimonio condiviso della comunità.
Un cammino che riporta all’esperienza di Capitale Europea della Cultura 2019, quando, esattamente sette anni fa, la città dei Sassi avviava una delle sue stagioni più significative, completando il riscatto da ‘vergogna nazionale’.
Ricorda Orlando:
“Il 19 Gennaio di 7 anni fa tutta la Basilicata viveva l’emozione della cerimonia inaugurale di Capitale Europea della Cultura 2019, un’esperienza che, guardata a distanza e con una lettura critica, ha sicuramente segnato una svolta fondamentale, senza la quale opportunità importanti come la Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo probabilmente sarebbero arrivate con qualche difficoltà.
Ripartiamo dunque dall’eredità di quel percorso, per aprire nuove prospettive alla crescita del nostro territorio attraverso la cultura”.





















