LA BASILICATA CHIEDE GIUSTIZIA PER ANTONIO, LUCANO BARBARAMENTE TRUCIDATO! ANCORA IMPUNITO IL TERRORISTA

La Basilicata piange un suo cittadino barbaramente trucidato per mano di Cesare Battisti, terrorista che negli anni ’70 si è reso protagonista di una lunga scia di sangue e che ancora oggi resta impunito.

Battisti dopo essersi macchiato di numerosi crimini in Italia, tra cui il barbaro assassinio del giovane aviglianese Antonio Santoro, trucidato il 6 Giugno del 1978 a Udine dove prestava servizio nella polizia penitenziaria, è scappato in Brasile dove ha condotto per anni una vita tranquilla e si è addirittura sposato.

Due giorni fa la Polizia brasiliana ha arrestato il terrorista (vedi foto) mentre era in procinto di passare la frontiera tra Brasile e Bolivia con l’accusa di “contrabbando di valuta” pertanto gli è stato imputato soltanto un reato di tipo amministrativo, non tale quindi da consentire una detenzione superiore a poche ore.

Questa notizia ha riaperto in Basilicata una grande ferita: come è possibile che la giustizia permetta ad un criminale del genere di vivere tranquillamente la propria vita oltre confine e non pagare per gli orribili crimini commessi in Italia?

Il consigliere regionale di Alternativa Popolare, Aurelio Pace, si unisce a questo coro e dice:

“Deve essere estradato in Italia e scontare la condanna che la giustizia italiana, in più occasioni, gli ha giustamente inflitto.

Anche la Basilicata piange un suo cittadino barbaramente trucidato per mano del mano del terrorista Cesare Battisti.

Cesare Battisti non si è neanche pentito dei suoi delitti e del male che ha prodotto e ancora continua a fomentare.

Il suo comportamento di voler rimanere al sicuro nell’accondiscendente stato brasiliano, senza spiegare le ragioni di quella stagione assurda e mostrare pentimento non ci consente di essere ulteriormente accondiscendenti né verso la sua persona né verso le ingiustificabili decisioni dei governi brasiliani che lo hanno accolto e sempre negato l’estradizione.

Il terrorista si è macchiato anche di sangue lucano con il barbaro assassinio del giovane aviglianese Antonio Santoro, trucidato il 6 giugno del 1978 a Udine dove prestava servizio nella polizia penitenziaria.

Anche la famiglia Santoro, il popolo lucano e italiano, sperano che con il nuovo arresto si possa mettere la parola fine ad una vicenda che, tra ideologismi, coperture politiche ed ideologiche, a distanza di quasi mezzo secolo ancora non trova una definitiva conclusione.

Nessuna sete di vendetta verso chi, imbracciando armi e bandiere rosse ha distrutto tante famiglie e rischiato di far capitolare lo stato democratico italiano, ma solo un grande desiderio di giustizia che non affonda le radici nel rancore, ma nell’equilibrio.

Cesare Battisti dovrebbe rientrare in Italia soprattutto per spiegare ai giovani cosa significa decidersi per la violenza, per dire la verità fino in fondo, per assumersi le proprie responsabilità di cattivo maestro”.