“Il bando per l’innovazione agricola è positivo, ma penalizza ingiustamente alcune aree del Metapontino”. La richiesta

Il consigliere regionale Piero Marrese interviene sul bando approvato dalla Giunta regionale con DGR n. 311 del 28 maggio 2026, relativo all’intervento SRD01 – Investimenti produttivi agricoli per la competitività delle aziende agricole – Azione D, finanziato nell’ambito del CSR Basilicata 2023‑2027.

Dichiara Marrese:

“Si tratta di una misura importante, con una dotazione di circa 20 milioni di euro, che punta a sostenere l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione delle imprese agricole, elementi oggi fondamentali per rafforzare competitività, redditività e sostenibilità del settore.

Tuttavia non possiamo non evidenziare alcune scelte che rischiano di produrre effetti distorsivi e di penalizzare proprio quei territori che più hanno investito nella qualità e nella specializzazione produttiva“.

Il riferimento è alla suddivisione del territorio regionale nelle aree B, C e D, prevista dal bando, e ai criteri di premialità legati ai comparti produttivi.

Sottolinea Marrese:

“In particolare nelle aree classificate come “D” vengono attribuiti punteggi più elevati alle aziende operanti nei comparti zootecnico e cerealicolo.

Una scelta che può avere una sua logica generale, ma che risulta poco coerente con la realtà produttiva di alcuni territori lucani”.

Il consigliere entra quindi nel merito:

“Nei comuni di Rotondella, Nova Siri e Tursi, inseriti in area D, la vocazione agricola prevalente è invece fortemente orientata alla frutticoltura e orticoltura, settori strategici e largamente diffusi. In questi territori, la maggioranza delle aziende rischia dunque di partire svantaggiata nella graduatoria, con serie difficoltà ad accedere ai contributi previsti dal bando”.

Una criticità resa ancora più evidente dal confronto con i comuni limitrofi:

“Non si comprende perché questi stessi comuni, che presentano caratteristiche agronomiche, produttive e territoriali omogenee a quelle dei comuni limitrofi, non siano stati inseriti nell’area B.

Parliamo di aree accomunate anche da produzioni di eccellenza, come quella legata all’IGP della fragola del Metapontino, che rappresenta un asset strategico per l’economia agricola locale”.

Per Marrese si tratta quindi di una questione che richiede un intervento correttivo:

“È necessario ristabilire coerenza tra classificazione territoriale e realtà produttiva, evitando che criteri troppo rigidi finiscano per penalizzare interi comparti e territori.

Il rischio concreto è quello di escludere o ridurre significativamente le opportunità di accesso al bando per imprese dinamiche e già orientate all’innovazione”.

Da qui la richiesta alla Giunta regionale:

“Chiedo alla Regione Basilicata di valutare con urgenza una revisione dei criteri adottati, sia per quanto riguarda la perimetrazione delle aree sia per le premialità settoriali, al fine di garantire equità, efficacia e reale capacità di sostegno allo sviluppo agricolo lucano.

L’innovazione deve essere uno strumento inclusivo e coerente con le vocazioni dei territori, non un elemento che crea nuove disuguaglianze”.