Il sito archeologico dell’Incoronata di Pisticci si conferma uno dei centri nevralgici per la comprensione della storia antica del Mezzogiorno.
Da ben 24 anni l’Università di Rennes 2 (Francia) conduce annuali campagne di scavo, dirette dal professor Mario Denti, ordinario dell’ateneo francese, affiancato stabilmente dai ricercatori e archeologi Cesare Vita e Josipa Mandić, questi ultimi attualmente impegnati anche con l’Università di Aix-Marseille.
Le ultime ricerche sul campo hanno portato alla luce scoperte di eccezionale valore che ridefiniscono l’importanza storica dell’area. I dettagli emersi dall’ultima campagna di scavo delineano un quadro di straordinaria complessità architettonica e rituale.
Come spiegato dallo stesso professor Denti: “Abbiamo messo in luce ulteriori elementi della monumentalizzazione del sito, fra cui grandi terrazze monumentali e grandi murature.”
Tra le scoperte più significative di quest’anno, nuove evidenze che riguardano la sfera del sacro e della ritualità antica.
Gli archeologi hanno infatti approfondito l’indagine all’interno di un imponente spazio di culto ipogeo che si data nel corso del VII secolo a.C.
Si tratta di un’area interamente dedicata a riti connessi al mondo ctonio, al culto gentilizio degli eroi dell’oltretomba, con tutta probabilità realizzati dalle due comunità che hanno frequentato simultaneamente la collina dell’Incoronata: quella greca e quella degli Enotri, la popolazione autoctona che dominava originariamente questo specifico territorio e la collina fino alla fine del VII secolo che vide l’installarsi di una comunità di ceramisti e pittori provenienti dell’Egeo.






















