La Carta Dedicata a Te torna anche quest’anno come uno strumento di sostegno alle famiglie con basso indicatore economico, ma resta ancora in sospeso il passaggio fondamentale: il decreto attuativo.
È questo il provvedimento che come precisa quifinanza sbloccherà concretamente la misura, definendo tempi, platea e modalità di assegnazione.
La conferma era arrivata con la Legge di Bilancio 2026, che ha rifinanziato la social card da 500 euro destinata ai nuclei in condizioni economiche più fragili.
Al momento la misura non è ancora operativa. Per diventarlo serve l’adozione del decreto attuativo da parte del Ministero dell’Agricoltura, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Ministero del Lavoro e l’Inps.
Solo con questo passaggio verranno definiti i criteri di accesso, la ripartizione delle risorse, i tempi di erogazione e le istruzioni operative per i Comuni e Poste Italiane, che si occuperà di caricare il contributo sulle carte prepagate.
La misura è una carta prepagata a erogazione automatica, senza necessità di domanda da parte dei cittadini.
I beneficiari vengono individuati direttamente dall’Inps attraverso incrocio dati e graduatorie comunali.
In linea generale, i requisiti dovrebbero restare quelli dello scorso anno, ossia:
- avere un’attestazione Isee ordinaria fino a un massimo di 15.000 euro;
- essere residenti in Italia;
- non essere beneficiari di altre misure di sostegno al reddito incompatibili.
L’importo atteso resta pari a circa 500 euro per nucleo familiare, erogati su carta elettronica nominativa.
La Carta è destinata alle famiglie in maggiore difficoltà economica, con particolare attenzione ai nuclei numerosi e con figli minori.
Il nucleo non dovrà essere beneficiario delle seguenti misure di sostegno economico:
- assegno di inclusione;
- supporto per la formazione e il lavoro;
- reddito di cittadinanza (per quanto riguarda famiglie ancora in fase di transizione o residue);
- carta acquisti (la vecchia social card, ndr);
- NASpI, Dis-Coll e Cassa integrazione;
- indennità di mobilità.
Il contributo può essere utilizzato per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità.
In alcune edizioni era spendibile anche per carburante e abbonamenti a trasporti pubblici. Proprio questa estensione ha reso la misura particolarmente rilevante nel contesto dell’aumento dei prezzi di benzina e gasolio.
Dopo il decreto attuativo seguiranno le seguenti fasi:
- la trasmissione dei dati Inps ai Comuni;
- la pubblicazione delle liste dei beneficiari;
- le comunicazioni ufficiali alle famiglie;
- il ritiro o l’attivazione della carta presso Poste Italiane.
Nelle edizioni precedenti, la fase operativa si è concentrata tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno.
La Carta Dedicata a Te non è un sostegno mensile, ma un contributo una tantum, rifinanziato di anno in anno attraverso la Legge di Bilancio.
Si tratta di una misura periodica, legata alla disponibilità delle risorse pubbliche e non di un beneficio continuativo.
La conferma della card si inserisce in una strategia più ampia di progressivo superamento degli sconti generalizzati, a favore di interventi selettivi legati al reddito.
Un’impostazione che si collega anche al dibattito su altre misure di sostegno, come le ipotesi di bonus carburante destinati alle stesse fasce Isee.





















