La Tassa sui rifiuti (Tari) ha subito negli ultimi cinque anni un aumento del 2,9% a Matera (in media 437 euro al 2025 contro i 382 euro del 2020) e del 2,5% a Potenza (in media 295 euro del 2025 contro i 133 euro del 2020), con costi sopra la media dei capoluoghi italiani.
E’ quanto emerso dallo studio del Servizio Stato Sociale, Politiche Fiscali e Previdenziali, Immigrazione della Uil, diretto dal Segretario confederale Santo Biondo.
Per il segretario generale della Uil Basilicata, Vincenzo Tortorelli:
“Gli aumenti dimostrano che bisogna rivedere la visione della gestione dei rifiuti in Basilicata: i cittadini pagano di più per servizi che non migliorano.
È inaccettabile scaricare sui contribuenti il costo di ritardi, carenze impiantistiche e scelte sbagliate.
Bisogna tramutare la gestione dei rifiuti da problema e da costo a valore aggiunto per la comunità, attraverso investimenti, una governance efficace e l’uso concreto delle risorse del Pnrr.
La Tari deve essere equa e legata ai servizi, non un’ulteriore tassa ingiusta per famiglie e lavoratori”.
Biondo ha spiegato:
“Una tassa concepita per coprire i costi di raccolta e smaltimento si è trasformata in un prelievo, sempre più gravoso, scollegato dal principio di equità fiscale e dai livelli reali di servizio offerti.
Occorrono politiche pubbliche di lungo periodo investimenti strutturali e una governance trasparente e partecipata”.





















