Femminicidio, Garante Basilicata: “Negarne l’esistenza ferisce le vittime e ostacola la prevenzione”

Riceviamo e pubblichiamo il Comunicato del Garante Vittime di reato Basilicata:

“𝐈𝐥 𝐟𝐞𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐜𝐢𝐝𝐢𝐨 𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞 𝐞 𝐧𝐞𝐠𝐚𝐫𝐥𝐨 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐠𝐫𝐚𝐯𝐞 𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨𝐬𝐨.

Negarne l’esistenza, o ridurlo a una costruzione ideologica, non è solo un errore: è un’affermazione che ferisce profondamente chi ha vissuto queste situazioni, chi ha perso una persona cara e chi porta ancora le conseguenze di violenze subite. È un atto che rende invisibile la violenza, ostacola la prevenzione e indebolisce la tutela delle vittime.

In Italia si registrano ogni anno mediamente circa 100–120 donne uccise e una parte significativa di questi omicidi avviene in ambito affettivo o familiare, ad opera di partner o ex partner o persone legate da relazioni di controllo e dominio.

Dietro questi numeri ci sono vite spezzate e percorsi spesso segnati da violenza progressiva: controllo, isolamento, minacce, aggressioni psicologiche e fisiche, segnali troppo spesso sottovalutati o ignorati.

Il femminicidio non è un fatto improvviso né isolato, ma l’esito estremo di dinamiche di sopraffazione che richiedono prevenzione e protezione.

La negazione di questa realtà è grave e pericolosa: significa rendere invisibile la violenza e indebolire la risposta collettiva.

La tutela della vita e della dignità delle donne vittime di reati dev’essere un dovere civile, istituzionale e umano”.