Basilicata, quasi nove residenti su dieci non partono: spesa da 127 milioni in un mese

Ad agosto la provincia non si svuota, si riempie di sé stessa. Sono 161 mila i materani che non partiranno, e la spesa che riverseranno nei negozi sotto casa vale 45 milioni di euro in un mese, 36 dei quali di soli alimentari.

In tutta la Basilicata i Rimasti sono 455 mila, quasi nove residenti su dieci, per 127 milioni.

Lo stima il Centro Studi Conflavoro nella prima analisi che misura l’Italia che ad agosto resta a casa, circa 40 milioni di persone.

Sono nato a Matera e questa analisi per me ha un volto preciso“, dice Roberto Capobianco, Presidente Nazionale di Conflavoro PMI. “La città che il mondo conosce come meta di viaggio è fatta, ad agosto, di gente che resta. Centosessantunmila persone che sono la clientela naturale del panificio, della macelleria, del bar di quartiere”.

Il peso interno è netto. La provincia di Potenza conta 294 mila Rimasti, 123 mila famiglie e 82 milioni di spesa di prossimità, quella di Matera 161 mila Rimasti, 68 mila famiglie e 45 milioni, poco più di un terzo del totale lucano.

Nel confronto fra regioni la Basilicata è fra le più piccole in valore assoluto, ma la quota di chi resta è la più alta d’Italia insieme al resto del Sud, quasi nove residenti su dieci contro poco più di cinque al Nord. In Puglia i Rimasti sono 3,3 milioni per 926 milioni di euro, in Campania 4,8 milioni, in Calabria 1,6.

Nell’insieme il Mezzogiorno esprime il 42,5 per cento dei Rimasti italiani e 4,7 miliardi di euro su 11,7. È l’effetto della propensione al viaggio rilevata dall’ISTAT, al Sud un terzo di quella del Nord, il 7,8 per cento contro il 24,1, mentre la quota di spesa destinata al cibo è la più alta del Paese, il 25,4 contro il 17,4 del Nord-est.

“Quarantacinque milioni in trenta giorni sono la misura di quello che i nostri commercianti vedono ogni giorno e che nessuno aveva mai contato”, commenta Marilù Fiore, Presidente di Conflavoro PMI Matera.

“Ad agosto il centro storico vive di visitatori, ma i quartieri vivono dei materani che restano. Il forno, la macelleria, il fruttivendolo, il bar sotto casa sono attività a conduzione familiare che in questo mese non chiudono e che reggono con la clientela di sempre. Considerare agosto un mese perso è esattamente il contrario di quello che dicono i numeri”.

“Ad agosto i nostri paesi si riempiono di figli e nipoti che vivono al Nord”, chiude Capobianco. “Quel pane, quella carne e quel caffè li comprano qui, nei negozi sotto casa dei loro genitori, e non li conta nessuno.

Agosto non è il mese morto delle nostre botteghe, è il mese in cui i loro clienti sono tutti a casa”.