A Matera questi professionisti per rafforzare l’offerta sanitaria. La proposta

Il consigliere regionale di Azione Nicola Massimo Morea interviene sul tema della chirurgia senologica a Matera, sottolineando la necessità di salvaguardare e valorizzare le professionalità presenti sul territorio ed evitare nuovi flussi di mobilità sanitaria passiva.

Dichiara Morea:

“Matera sta recuperando posizioni importanti sul piano sanitario e non possiamo permetterci di determinare flussi di mobilità passiva sospendendo un servizio di grande valore, che può contare su professionalità importanti come quella della dottoressa Antonia De Rosa”.

Secondo il consigliere regionale, pur nella consapevolezza dei limiti normativi, esistono soluzioni concrete per garantire continuità e qualità dell’assistenza:

“Comprendiamo che i parametri attuali non consentano di istituire una Breast Unit autonoma a Matera ma riteniamo che sia possibile, anzi doveroso, costruire un’intesa operativa con le Breast Unit già esistenti, come quelle di Rionero o di Potenza”.

La proposta avanzata è quella di una collaborazione strutturata tra le strutture sanitarie lucane, che consenta ai professionisti delle Breast Unit di operare anche nel presidio materano.

Spiega Morea:

“L’obiettivo è che i sanitari delle Breast Unit di Rionero o di Potenza possano operare a Matera, lavorando insieme alla dottoressa De Rosa e al pool della chirurgia locale, così da rafforzare l’offerta sanitaria e garantire alle pazienti cure di qualità senza costringerle a spostarsi”.

Il consigliere regionale sottolinea inoltre che su questo fronte è già in corso un lavoro istituzionale:

“Su questo tema siamo già all’opera da diverso tempo perché riteniamo fondamentale valorizzare le professionalità presenti a Matera e costruire una rete sanitaria regionale capace di rispondere in modo efficace ai bisogni delle cittadine e dei cittadini”.

Morea richiama inoltre il più ampio percorso di rafforzamento dell’ospedale di Matera che la Regione sta portando avanti:

A brevissimo Matera avrà la radioterapia, entrerà in funzione il robot chirurgico e con il nuovo atto aziendale si prevede anche un rafforzamento dell’anatomia patologica, con il riconoscimento della dignità di unità operativa complessa.

Tutte queste condizioni consentono di immaginare e costruire un ospedale sempre più all’avanguardia, capace di riprendere e consolidare con forza anche la chirurgia senologica”.