La città jonica candidata a Capitale Italiana del Mare 2026 incassa il sostegno di Enti pubblici e privati come luogo di nuove visioni fondate sulla pace, sul dialogo, sulla cooperazione e sul rispetto della biodiversità.
Presso il Dipartimento per le Politiche del Mare della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è stata consegnata lo scorso 20 gennaio la proposta progettuale di “Policoro Capitale Italiana del Mare 2026”.
Un percorso corale, un vero patto multilaterale che vede la città jonica al centro di una grande e profonda alleanza di territorio, in cui Enti pubblici, Enti di ricerca, Associazioni nazionali, Associazioni del terzo settore e soggetti privati, saranno impegnati insieme per costruire qualcosa d’incredibile e mai realizzato finora.
80 sono stati infatti i soggetti che a vario titolo hanno partecipato alla Manifestazione d’interesse, indetta dal Comune, per supportare e costruire insieme questa candidatura.
Il progetto di “Policoro, Approdo del Futuro”, voluto dall’Amministrazione Comunale insieme all’Università di Basilicata e l’Università del Salento rappresentata dal professor Fabio Pollice, nasce da caposaldi fermi e condivisi quali quelli sulla città jonica come luogo di elaborazione e diffusione di nuove visioni fondate sulla pace, sul dialogo tra i popoli, sulla cooperazione e sull’uso delle risorse marine.
Il territorio sviluppa azioni e proposte che integrano:
- sviluppo dell’economia marittima sostenibile,
- valorizzazione e conoscenza del mare,
- tutela della biodiversità costiera,
- promozione di pratiche inclusive e partecipative.
Policoro si candida a “Capitale italiana del Mare” assumendo e facendo sue le responsabilità della cooperazione dei popoli volendo non solo essere una città costiera o una località turistica, ma anche una pietra fondante del dialogo e della contaminazione.
Proprio qui, secoli fa, dopo aver attraverso il mar jonio, gli esuli greci decisero di approdare per cercare di farsi una nuova vita, coltivare speranze e pianificare una nuova civiltà.
Da qui, e dalle sue tante innumerevoli peculiarità naturali, culturali e ambientali, la voglia di Policoro di essere per la storia nuovamente un approdo, essendo già oggi il crocevia geografico e sociale di tre regioni come quella lucana, pugliese e calabrese.
Per il Sindaco di Policoro, Enrico Bianco:
“Si sono messe in moto tante energie a sostegno di questa candidatura frutto della vivacità delle Associazioni, operatori turistici, Enti importanti come la Scuola e /’Università per partecipare a questo percorso.
Un percorso condiviso che ci porta ad avere una migliore consapevolezza, una maggiore identità rispetto la storia antica che Policoro ha e che proprio da li deve ripartire per affermare sempre di più la sua vocazione di ‘approdo’ e crocevia per tutto il Mezzogiorno“.





















