Il weekend del 20, 21 e 22 marzo ha segnato l’apertura dell’anno di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo, il titolo conferito per il 2026 dall’Unione per il Mediterraneo e dalla Fondazione Anna Lindh alla città dei Sassi, insieme alla marocchina Tetouan.
Tre giorni in cui la città ha dimostrato la propria capacità di essere insieme palcoscenico, laboratorio e comunità: dalla cerimonia inaugurale del 20 marzo, in coincidenza con la Giornata Internazionale della Felicità, alle Giornate FAI di Primavera e alle iniziative dell’Università degli Studi della Basilicata, fino alla mongolfiera brandizzata che all’alba di domenica ha animato il Parco del Castello.
Il 20 marzo la cerimonia istituzionale, condotta dalla giornalista Rai Valentina Bisti, ha preso vita nel pomeriggio al cantiere del Teatro Duni, restituito per la prima volta dopo anni di silenzio alla musica dal vivo.
In apertura, le note di “Mediterraneo” del cantautore lucano Pino Mango hanno fatto da sottofondo al video diretto da Alessandro Rak e prodotto da Riva Dei Ginepri Production e Mad Entertainment Spa per MaTiFF – Matera International Film Festival, restituendo l’essenza di un Mediterraneo che unisce, custodisce tracce e ricompone memorie in nuovi immaginari.
Sui ponteggi trasformati in palcoscenico verticale, l’Orchestra Sinfonica di Matera, diretta dal Maestro Saverio Vizziello, e il Coro della Polifonica Materana Pierluigi da Palestrina, diretto dal Maestro Carmine Antonio Catenazzo, hanno eseguito l’Inno Nazionale e l’Inno alla Gioia di Beethoven.
L’architetto Pietro Laureano ha tenuto la lectio brevis sul Mediterraneo di pietra e d’acqua; Antonella Albano e Mick Zeni, Prima Ballerina e già Primo Ballerino del Teatro alla Scala di Milano, hanno interpretato il passo a due “Anemos. Il soffio del mare” su musica originale di Mattia Vlad Morleo. L’attrice Eva Danino ha portato in scena “Ma patrie est un visage” del poeta marocchino Tahar Ben Jelloun, omaggio alla città gemella Tetouan. A chiudere la cerimonia è stato Eugenio Bennato con “Che il Mediterraneo sia” e “Ninna Nanna 2002”.
A seguire, sulla facciata del Palazzo della Prefettura, l’installazione Sirena Bicaudata di Vincenzo D’Alba richiamava una delle iconografie più antiche del Duomo di Matera, mentre la Grande Orchestra di Fiati Città di Grottole, 48 elementi diretti dal Maestro Filippo Carretta, si esibiva sui ponteggi. Contemporaneamente la Strada Evento ha animato Via del Corso e Via Ridola con 36 ballerini, 38 musicisti, le performance di Stefano Siggillino e della Compagnia del Trifone distribuiti su 45 spazi urbani, tra balconi, finestre, terrazzi e vetrine, fino a raggiungere Piazza San Pietro Caveoso, nel silenzio antico dei Sassi.
I format Cantiere-evento® di Cantiere Teatro Duni, Cantiere Prefettura e Strada Evento sono stati curati dalla Fondazione Gianfranco Dioguardi / Dioguardi Lab.
A chiudere la serata del 20 marzo uno spettacolo che resterà nel racconto della città: dal Sasso Caveoso, i suoni della tradizione popolare mediterranea di Pino Basile, ibridati in tempo reale con l’elettronica di Daniele Antezza, si sono trasformati in flussi laser sulla Murgia, curati da Ultravioletto, in un universo sinestetico ideato e diretto da Studio Antani. 850 droni, infine, hanno disegnato nel cielo architetture luminose sotto la regia di Nicola Di Meo, in uno spettacolo visto da migliaia di materani e visitatori che hanno trasformato i muretti dei Sassi in un balcone continuo e sinuoso. A loro si sono aggiunti i tantissimi spettatori che hanno potuto seguire i vari momenti della giornata attraverso le dirette della TGR Basilicata, TRM network e il canale YouTube della Fondazione Matera Basilicata 2019.
Il programma della giornata inaugurale è proseguito anche nel fine settimana. Nel quadro delle Giornate FAI di Primavera del 21 e 22 marzo, il cantiere del Teatro Duni ha aperto eccezionalmente al pubblico come omaggio alla memoria dell’architetto Ettore Stella, con visite guidate a cura del FAI Basilicata e degli studenti dell’Istituto E. Duni – C. Levi in collaborazione con Cantiere-evento®.
Sabato mattina il teatro ha ospitato il talk “Il futuro del passato” con gli artisti Vincenzo D’Alba, Domingo Milella ed Edoardo Tresoldi, a cura di Dioguardi Lab. Tra i tanti luoghi aperti al pubblico, anche la Chiesa Rupestre di Santa Barbara e San Rocco di Casalnuovo, simbolo di dialogo interreligioso, e il Museo del Pane, eredità culturale condivisa delle civiltà mediterranee.
L’Università degli Studi della Basilicata ha contribuito al weekend inaugurale con le iniziative di “Università Svelate”, tra cui le Esplorazioni Urbane nei quartieri Borgo La Martella e Lanera nell’ambito del progetto FraMMET, e la Cerimonia di Inaugurazione dell’Anno Accademico della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici, con la lectio di Alfonsina Russo, Capo Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale del Ministero della Cultura. Dall’alba di domenica 22 marzo e per tutta la mattinata, nel Parco del Castello una mongolfiera ancorata e brandizzata con il logo di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026 ha offerto un’immagine suggestiva sulla città che si svegliava, accompagnata dall’esibizione al pianoforte del Maestro Rocco Claudio.
Nei prossimi mesi la mongolfiera sarà presente in diverse città italiane per promuovere Matera 2026.
Fondamentali per la riuscita delle giornate inaugurali sono state le collaborazioni con i diversi enti del territorio: la Regione Basilicata, la Provincia di Matera per la concessione di Palazzo Malvinni Malvezzi, dove è stata posizionata la strumentazione necessaria per lo spettacolo dei laser, il Parco della Murgia Materana per gli spettacoli sulla Murgia, la Prefettura di Matera, i Musei Nazionali di Matera per l’accoglienza delle delegazioni istituzionali nazionali e internazionali a Palazzo Lanfranchi, l’APT Basilicata per aver ospitato negli spazi dell’Infopoint di Piazza Vittorio Veneto la sala stampa a disposizione per tre giorni degli 80 giornalisti accreditati. Fondamentale per la sicurezza è stata altresì la presenza dislocata delle numerose Forze dell’Ordine mentre a supporto di tutte le iniziative hanno operato i volontari dell’Associazione Open Culture 2019, CNGEI e AGESCI.
Dichiarazioni
Nel corso della cerimonia istituzionale sono intervenuti esponenti di alto profilo del Governo italiano e delle istituzioni europee, con messaggi che hanno restituito la portata politica e culturale dell’evento:
Il Vicepresidente del Consiglio dei Ministri Antonio Tajani ha sottolineato il valore dell’iniziativa nel contesto internazionale: “Dobbiamo cogliere l’opportunità di Matera 2026 per lanciare nuovi percorsi di pace, dialogo e collaborazione nel Mediterraneo. Il mare è da sempre fonte di dialogo e scambi. Un sentito ringraziamento a Matera, alla regione Basilicata, al tessuto imprenditoriale e alle associazioni culturali, ai giovani e a tutta la popolazione di questo stupendo territorio. Grazie per aver creduto e investito nel grande progetto di Matera 2026. Il Governo vi sostiene”.
Il Vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto ha evidenziato il ruolo centrale del dialogo nelle relazioni euromediterranee: “La Capitale mediterranea della Cultura e del Dialogo rappresenta un ponte ideale, particolarmente adatto alla stagione che, purtroppo, stiamo vivendo. Il tema del dialogo è fondamentale. Le città svolgono un ruolo decisivo in questa direzione. Matera esprime un messaggio culturale potente a livello internazionale, come dimostra tutta la sua storia. Tra Europa e Italia favoriremo sinergie importanti in questa prospettiva”.
Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli ha definito il titolo profondamente strategico per il Paese: “Oggi è una splendida giornata per Matera e per l’Italia. La Città dei Sassi assume un titolo profondamente strategico: diventa la Capitale della collaborazione culturale tra le comunità della koinè mediterranea, di quest’area del mondo legata da millenni di relazioni e scambi, vitale per il presente e il futuro della nostra Nazione. Auspico per Matera, ‘terra immersa’, ‘ponte di pietra’, luogo del cuore di tutti gli italiani, europei, mediterranei, il successo che merita per il suo anno da Capitale. Viva Matera, viva Tetouan”.
La Ministra per le Riforme istituzionali Elisabetta Casellati ha richiamato il valore della cultura come strumento di pace: “La cultura non è un lusso per i tempi di pace: è essa stessa uno strumento di pace. Il dialogo non è una concessione: è una necessità. E Matera, con la sua storia, con la sua capacità di trasformare la marginalità in risorsa, è una voce credibile ed autorevole per portare questo messaggio nel Mediterraneo e oltre. Il Sud è stato raccontato come un problema. Matera ci ricorda che il Sud è una risorsa. Una risorsa di bellezza, di storia, di creatività, di umanità”.
La Commissaria europea per il Mediterraneo Dubravka Šuica ha posto l’accento sul ruolo della comunità come motore della trasformazione: “Matera svetta come esempio di quanto si possa migliorare se si sviluppano i legami tra le persone, i loro spazi e le loro storie. Tutto ciò è ancora più importante ora che il mondo sta diventando più frammentato. Perché è solo restando uniti, sviluppando legami veri, che possiamo conservare ciò che conta di più per noi. Spero di vedere l’iniziativa delle Capitali Mediterranee della Cultura e del Dialogo crescere grazie allo sforzo impagabile dell’Unione per il Mediterraneo e della Fondazione Anna Lindh”.
Il Presidente della Regione Basilicata Vito Bardi ha ribadito la dimensione di diplomazia culturale del progetto: “Oggi è una giornata importante. Non celebriamo soltanto un titolo, ma inauguriamo una visione. La visione di un Mediterraneo che imbraccia la cultura come arma potente di costruzione. In questo Mediterraneo attraversato da tensioni e conflitti, due città dell’entroterra dimostrano che il dialogo non è un gesto simbolico, ma una scelta concreta. La pace si costruisce così, mettendo in relazione le comunità, condividendo conoscenze, creando fiducia. La Basilicata è pronta a fare la sua parte. Matera è pronta a guidare questo percorso”.
Il Sindaco di Matera Antonio Nicoletti ha riaffermato il ruolo di tenacia e riscatto del Mezzogiorno e della città come simbolo del Mediterraneo, sottolineando come Matera 2026 sia un’iniziativa inclusiva e condivisa, rivolta ai cittadini, ai Comuni della Basilicata e al Mezzogiorno, alle Istituzioni nazionali e internazionali. “Matera 2026 nasce come uno spazio aperto di partecipazione e confronto, in cui Europa e Mediterraneo trovano oggi un punto di incontro essenziale e carico di significato. Da questo centro simbolico scaturisce un’energia capace di cambiare il percorso di una comunità e di proiettarsi verso il futuro come segno concreto di fiducia, anche in tempi difficili come questi che stiamo vivendo”.
Petra Kežman, Deputy Secretary General dell’Unione per il Mediterraneo, ha ricordato il valore strategico dell’iniziativa in un momento di crisi regionale: “Le Capitali Mediterranee della Cultura e del Dialogo sono un’iniziativa molto cara all’Unione per il Mediterraneo. Insieme alla Fondazione Anna Lindh, l’abbiamo lanciata dalla convinzione che la cultura sia il tessuto stesso della nostra civiltà condivisa, e uno strumento essenziale per la pace, la stabilità e lo sviluppo nella nostra regione.
Matera e Tetouan sono in prima linea in questa narrazione quest’anno. Non sono semplicemente co-titolari di un riconoscimento. Sono co-architette di un’impresa comune”.
Josep Ferrè, Direttore esecutivo della Fondazione Anna Lindh, ha sottolineato le radici partecipative dell’iniziativa: “Cultura e dialogo sono la spina dorsale per lo sviluppo e la preservazione di società sane e offrono ai governi un terreno solido per relazioni internazionali costruttive. Sono particolarmente orgoglioso che le Capitali Mediterranee della Cultura e del Dialogo siano il risultato di un approccio dal basso. Matera ha tutto ciò che è necessario per riuscire in questa impresa”.
Rita Orlando, Direttrice della Fondazione Matera Basilicata 2019, ha tracciato la direzione dell’anno che si apre: “Sembra un paradosso, ma è una rivelazione: Matera è l’archivio verticale del bacino del Mediterraneo dove ogni strato è una civiltà, un palinsesto di influenze bizantine, arabe, normanne. Se le città di costa guardano l’orizzonte, Matera ne custodisce la memoria geologica e antropologica. Qui il Mediterraneo non si guarda, si abita negli strati del tufo.
Nel 2026 proveremo ad essere una rotta, per ricordare che il Mediterraneo non è un confine ma un ponte. Non è una linea che divide ma un respiro che unisce.
Matera si propone come il luogo in cui l’Europa incontra l’Africa e l’Oriente, non per una sterile celebrazione del passato, ma per costruire una diplomazia culturale dal basso, ribadendo che il Sud non è una periferia ma un centro di produzione di nuovi paradigmi, un centro di gravità mediterraneo”.





















