Con l’arrivo delle alte temperature e con il caldo in aumento in molte aree del Paese, il Codacons richiama l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di proteggere anziani, malati cronici e persone fragili.
Secondo il Codacons, il caldo non rappresenta soltanto un disagio stagionale, ma un concreto fattore di rischio per la salute pubblica.
Le temperature elevate possono infatti aggravare patologie cardiovascolari, respiratorie, neurologiche e metaboliche, aumentando i pericoli soprattutto per gli anziani soli, i soggetti non autosufficienti e le persone sottoposte a terapie farmacologiche continuative.
“Non possiamo aspettare – spiega il prof. Francesco Tanasi giurista Segretario Nazionale Codacons – che si verifichino emergenze o tragedie per intervenire.
Occorre attivare immediatamente una rete di protezione che coinvolga Comuni, aziende sanitarie, medici di medicina generale, servizi sociali, associazioni di volontariato e famiglie.
La prevenzione salva vite umane e il caldo estremo colpisce soprattutto chi vive da solo o si trova in condizioni di particolare fragilità.
È necessario rafforzare la presa in carico territoriale delle persone più vulnerabili, intensificando i controlli domiciliari, le telefonate di monitoraggio e tutte le attività di assistenza rivolte a chi è maggiormente esposto ai rischi delle alte temperature”
L’associazione evidenzia come, durante i periodi di forte caldo, sia fondamentale verificare le condizioni di salute degli anziani che vivono soli, assicurare adeguata assistenza domiciliare e promuovere campagne informative rivolte alla popolazione.
Particolare attenzione deve essere riservata ai soggetti affetti da patologie croniche, alle persone non autosufficienti e a coloro che seguono terapie farmacologiche continuative.
Il Codacons invita inoltre i cittadini a prestare particolare attenzione ai propri familiari anziani e fragili, verificando che assumano liquidi in quantità adeguata, che gli ambienti domestici siano sufficientemente freschi e ventilati e che vengano evitati spostamenti e attività fisiche nelle ore più calde della giornata.
“Una società civile si misura dalla capacità di proteggere chi è più debole.
Nessun anziano, nessun malato e nessuna persona fragile deve essere lasciata sola durante le giornate di caldo intenso.
È necessario trasformare la solidarietà in un’azione concreta e organizzata sul territorio affinché la tutela della salute non resti soltanto un principio, ma diventi un impegno quotidiano per tutti”. – conclude Tanasi.






















