È ufficiale: dal 1 gennaio fare il pieno costa un po’ di più per chi ha un’auto a gasolio e un po’ di meno per chi si rifornisce di benzina.
Scattate infatti dal 1° gennaio 2026 il riallineamento delle accise sui carburanti, una misura che come fa sapere today inserita nella manovra anche per ottemperare alle richieste dell’Ue sulla “progressiva riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi”, tra cui figurano anche le agevolazioni sul diesel. Ciò che è certo però è che allo Stato, sotto forma di accise, arriveranno più soldi (si parla di circa 500 milioni l’anno).
La novità è stata introdotta con un comma ad hoc del disegno di legge. Che così recita:
“Ai fini del superamento del sussidio ambientalmente dannoso (…) a decorrere dal 1° gennaio 2026 è applicata una riduzione dell’accisa sulle benzine nella misura di 4,05 centesimi di euro per litro e un aumento, nella medesima misura, dell’accisa applicata al gasolio impiegato come carburante.
Conseguentemente le aliquote di accisa sulle benzine e sul gasolio impiegato come carburante” sono “rideterminate” in “identica misura”.
Prima delle modifiche introdotte con la legge di bilancio il gasolio veniva tassato meno della verde nonostante fosse più inquinante. Dal 1 Gennaio le accise avranno invece lo stesso peso per entrambi i carburanti.

Ma in soldoni, cosa è cambiato per chi fa il pieno? I conti sono presto fatti.
Chi va a benzina risparmierà circa poco più di 40 centesimi ogni 10 litri.
Un rifornimento di 20 litri di verde dunque costa circa 80 centesimi in meno, mentre mettendo 30 litri il risparmio è salito a 1,2 euro.
Di contro, rifornirsi con 20 litri di gasolio costa circa 80 centesimi in più, mentre il costo extra per 60 litri – grossomodo l’equivalente di un “pieno” – è di circa 2,4 euro.





















