A Policoro al via nuova campagna di scavo che unisce eccellenze italiane e tedesche. Il progetto di ricerca di respiro internazionale

Nemmeno il maltempo degli ultimi giorni è riuscito a frenare l’entusiasmo per la nuova campagna di scavo presso il Santuario di Demetra e la collina del Parco Archeologico di Policoro.

Ha preso ufficialmente il via un progetto di ricerca di respiro internazionale che vede la Basilicata protagonista nel dialogo accademico europeo, unendo le eccellenze italiane e tedesche nel segno della Magna Grecia.

Il progetto nasce da una solida collaborazione scientifica tra la Humboldt-Universität zu Berlin, coordinata dalla Dott.ssa Annarita Doronzio, la Direzione Regionale Musei della Basilicata guidata da Filippo Demma e la direzione del Parco affidata al Dott. Carmelo Colelli.

Il cantiere si configura non solo come luogo di ricerca, ma anche come un vero hub formativo: numerosi studenti provenienti dalla Germania sono già impegnati in un’esperienza sul campo che integra didattica universitaria e attività scientifica.

«Siamo orgogliosi di questo scavo che unisce i nostri Paesi attraverso la ricerca», ha dichiarato la Dott.ssa Doronzio, sottolineando come l’edizione di quest’anno prometta novità e possibili scoperte di grande rilievo.

Un aspetto fondamentale dell’iniziativa riguarda la gestione rigorosa della sicurezza.

Uno scavo archeologico è infatti assimilabile, per normativa, a un cantiere edile a tutti gli effetti.

Le giornate di pioggia non sono state quindi tempo perso, ma occasioni utili per completare gli adempimenti previsti dal D.Lgs 81/2008, il Testo Unico sulla Sicurezza.

L’intero iter è stato affidato all’ingegner Antonio Settimelli, professionista iscritto all’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Matera e formatore certificato, che ricopre il ruolo di RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione).

Il protocollo di sicurezza attivato presso il Museo e l’area archeologica ha previsto la sorveglianza sanitaria con visite mediche svolte in collaborazione con il Dott. Maurizio Stigliano, la formazione attraverso corsi specifici per studenti e docenti sulla prevenzione dei rischi e la redazione della documentazione necessaria, tra cui il DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) e il POS (Piano Operativo di Sicurezza).

A partecipare allo scavo anche l’archeologa policorese Marta Golin.

Un ringraziamento particolare è stato rivolto al Sig. Bellini e all’imprenditore Piero Parziale per il contributo fondamentale nelle operazioni preliminari di movimentazione del terreno superficiale; inoltre, a sostenere la missione archeologica tedesca, la C.I.A. Matera con il Presidente Giuseppe Stasi e il Circolo Velico Lucano con sede a Policoro (MT), nelle figure dei direttori Sigismondo Mangialardi e Ivana Santamaria.

Si tratta di un progetto che, scavando nelle radici del passato, costruisce ponti verso il futuro, rappresentando un’occasione preziosa non solo per la ricerca storica e archeologica, ma anche per rafforzare legami internazionali capaci di trasformare la cultura in un motore autentico di sviluppo turistico per il territorio.

L’iniziativa gode del patrocinio del Comune di Policoro e del supporto del Ministero della Cultura.

Il progetto è finanziato dai fondi del Ministero della Cultura (MiC), della Direzione Regionale Musei Basilicata (DRM Basilicata),Humboldt-Universität-Gesellschaft e dell’International Office della Humboldt-Universität zu Berlin.