“Stiamo chiudendo il decreto Bollette. Sicuramente sarà in Consiglio dei ministro la prossima settimana“.
Così il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha confermato che dopo mesi di attese è in dirittura d’arrivo – a meno di colpi di scena – un decreto che è stato annunciato più volte già l’anno scorso.
Alla fine, i soldi messi a disposizione del decreto saranno poco meno di tre miliardi di euro.
Sarebbe confermato come si apprende da fanpage il bonus da circa 55 euro all’anno sulle bollette della luce per le famiglie vulnerabili, mentre sono saltate alcune delle misure che erano rivolte alle aziende.
Il bonus bollette da 55 euro – la somma per il momento non è ancora confermata in via ufficiale – consiste in uno sconto sulle fatture della luce.
La misura è rivolta alle famiglie che sono in difficoltà economica, quelle considerate più vulnerabili ai prezzi alti dell’energia elettrica.
Una bozza del decreto circolata alla fine dello scorso anno indicava anche i requisiti da rispettare per ottenere il bonus.
Se questo testo sarà confermato, lo potranno coloro che hanno un Isee al di sotto dei 15mila euro.
La soglia si alzerà a 20mila euro per le famiglie che hanno almeno quattro figli a carico.
Una parte della platea del nuovo bonus bollette da 55 euro corrisponde a quella del bonus sociale luce e gas.
Questo sconto automatico viene erogato a chi ha Isee al di sotto di 9.530 euro.
Chi rispetta i requisiti per entrambe le misure le potrà cumulare: non si escluderanno a vicenda. Lo sconto di 55 euro, quindi, scatterà in aggiunta oltre a quello del bonus sociale.
Non è ancora chiaro quali saranno le tempistiche per il via al bonus bollette da 55 euro.
Se la tabella di marcia annunciata dal ministro dell’Ambiente viene confermata, la settimana prossima il Consiglio dei ministri si riunirà e varerà il decreto legge.
Questo poi dovrà essere pubblicato in Gazzetta ufficiale ed entrerà in vigore. Ma i passaggi non finiranno qui.
Dato che si tratta di un’operazione tecnica con una certa complessità, il decreto indicherà la le linee generali dovrà indicare le alter disposizioni che servono per mettere davvero in pratica la misura.
Potrebbero essere chiamati in causa, per esempio, proprio il ministero dell’Ambiente o anche l’Arera (l’autorità pubblica che si occupa di energia).
Serviranno interventi precisi per individuare i beneficiari e gestire l’erogazione degli sconti. Sembra quasi certo, quindi, che prima di vederne i benefici passeranno alcune settimane o anche mesi.
Anche per questo, dall’opposizione sono arrivate delle critiche: Il ministro Pichetto annuncia per l’ennesima volta l’arrivo in Cdm del decreto Energia. Sarà vero o sarà l’ennesima falsa partenza?
Vogliamo capire se intendono introdurre misure strutturali e disaccoppiare il costo dell’energia dal gas o se ci propinano l’ennesimo inutile bonus. Al momento siamo alla politica energetica fatta con gli annunci”, ha detto la deputata di Alleanza Verdi-Sinistra Francesca Ghirra.
Il decreto lancerà anche alcuni benefici rivolte alle imprese.
Si parla, ad esempio, di misure per compensare il fatto che sul mercato italiano il prezzo all’ingrosso del gas è più alto rispetto a quello della Borsa di Amsterdam, che fa riferimento in Europa.
Sul tavolo, quindi, ci sarebbe un risarcimento da due euro al megawattora. In parte sarà pagato vendendo un po’ del gas che l’Italia ha accumulato, in parte grazie alla tassa europea sulle emissioni inquinanti di CO2.
In più, per andare avanti sul progetto di disaccoppiare il prezzo dell’energia elettrica da quello del gas, si dovrebbe puntare su dei contratti per l’energia rinnovabile, a lungo termine, che le imprese potrebbero stipulare con la garanzia del Gestore dei servizi energetici.
Saltate invece due delle misure più ‘ambiziose’. Non ci saranno gli incentivi alle rinnovabili di lungo periodo, e neanche un intervento diretto sugli oneri di sistema.
Questi interventi rischiavano di infrangere le norme Ue che vietano gli aiuti di Stato.





















