Sanità Matera: case di comunità e screening mobili contro povertà sanitaria

Integrazione tra sanità, servizi sociali ed enti del terzo settore nell’ambito delle azioni previste dal Piano Nazionale di Equità e Salute (PNES) dell’area contrasto alla povertà sanitaria.

È stato questo il tema dell’incontro svoltosi oggi nella sede dell’Azienda Sanitaria Locale di Matera, che ha riunito i rappresentanti dei servizi sociali del Comune di Matera e dei Comuni capofila di Irsina e Policoro, che coinvolgono gli ambiti Bradanica, Medio Basento, Metapontino, Collina Materana e Città di Matera.

All’incontro hanno partecipato il Direttore Generale Maurizio Friolo, il Direttore Sanitario Andrea Gigliobianco, il Direttore Amministrativo Antonio Conoci, l’assessore alle Politiche sociali, accessibilità e inclusione del Comune di Matera, Angela Braia, i direttori di distretto dell’ASM Rossana Maggio e Antonio Campisi, insieme ai referenti delle associazioni e degli enti del terzo settore attivi sul territorio che hanno risposto alla manifestazione di interesse bandita dall’ASM.

“L’incontro ha rappresentato un primo momento di confronto operativo tra istituzioni sanitarie, enti locali e terzo settore, – afferma il DG Friolo- con l’obiettivo di costruire percorsi condivisi e modelli organizzativi capaci di rispondere in modo più efficace ai bisogni di salute delle comunità locali e dei soggetti più deboli o svantaggiati dal punto di vista sanitario”.

A partire dal 2025, l’ASM è impegnata nella costruzione di progettualità finanziate con fondi europei nell’ambito del PNES, il programma nazionale che interviene nelle sette regioni meno sviluppate del Paese con l’obiettivo di rafforzare la qualità dei servizi sanitari e garantire un accesso più equo, soprattutto per le fasce di popolazione più vulnerabili.

L’Assessora alle Politiche Sociali Angela Braia ha sottolineato l’importanza e la necessità del prendersi cura delle persone e soprattutto delle persone vulnerabili ed invisibili. La costruzione di progettualità in cui le competenze psicosociali, sanitarie e del terzo settore si integrano e si armonizzano per il benessere delle persone vulnerabili deve sempre essere al centro delle politiche di welfare.

Quattro le principali aree di intervento individuate: il contrasto alla povertà sanitaria, attraverso modelli di medicina di prossimità e servizi mobili per raggiungere i bisogni inespressi; il rafforzamento dei percorsi integrati per la salute mentale, con progetti personalizzati e il coinvolgimento del terzo settore; la medicina di genere, con il potenziamento dei consultori familiari e l’attivazione di percorsi specifici; l’aumento della copertura degli screening oncologici, anche mediante unità mobili e nuove modalità organizzative e comunicative.

Gli interventi saranno sostenuti da risorse dei fondi europei finalizzate a migliorare la qualità dei servizi sanitari, garantire parità di accesso alle cure e rendere i sistemi di assistenza più inclusivi, resilienti e orientati alla prossimità.