Riceviamo e pubblichiamo il comunicato della Confsal Basilicata.
Scrive Gerardo de Grazia:
“La nostra Basilicata è ormai divenuta terra di grandi eventi, grandi convegni e grandi seminari che, tuttavia, non seminano nulla.
Una terra di passerelle, fotografie e abbracci che, pur riempiendo un giorno, lasciano il successivo esattamente com’era: per il popolo non cambia nulla.
Una regione che vive spesso di annunci, mentre la realtà di chi lavora, di chi cerca un’occupazione, di chi spera in un futuro diverso resta immutata, immobile.
Eppure i bisogni sono lì, evidenti, sotto gli occhi di tutti: intere comunità che si svuotano, giovani costretti a partire, cittadini che si scontrano quotidianamente con burocrazie lente, imprese che chiudono in silenzio.
È questa la fotografia più sincera del disagio che viviamo, un disagio che non può essere coperto da una conferenza o da un titolo di giornale.
Ma quando arriverà il momento di fare qualcosa di serio, di concreto, di tangibile?
Qualcosa che lasci davvero il segno e che possa dare futuro a questa regione?
Oggi ci si sente inermi.
L’ambizione di consegnare un domani migliore alle prossime generazioni sembra essersi assopita.
Non possiamo accettarlo.
È tempo di agire con coraggio e visione.
È necessario sburocratizzare, snellire processi e procedure che frenano imprese e cittadini.
Occorre incentivare il commercio e sostenere le piccole realtà produttive, che rappresentano l’autentico tessuto economico della Basilicata.
Serve un piano per attrarre turisti, valorizzando il patrimonio culturale e naturale della nostra terra, e bisogna recuperare quanto perduto nell’automotive, attraverso una vera strategia di attrazione degli investimenti che riporti lavoro e prospettive.
Viviamo inoltre in un Paese che, nonostante i miliardi del PNRR, rischia di crescere meno degli altri.
Un paradosso che pesa soprattutto nelle regioni già fragili come la nostra, dove ogni punto di crescita in meno significa opportunità che sfumano, servizi che arretrano, famiglie che fanno sempre più fatica.
È un segnale che non possiamo ignorare.
Significa che, oltre alle risorse, servono capacità, progettualità, visione.
Quando incominceremo a fare ciò che è davvero necessario?
Per questo è indispensabile mettere attorno a un tavolo i migliori accademici, professionisti e tecnici, chiamandoli a costruire una visione condivisa.
La Basilicata ha bisogno di un vero e proprio Piano Marshall, un piano che produca risultati concreti, misurabili, duraturi, e che metta fine alla stagione delle parole senza conseguenze.
E guardando al futuro, dobbiamo avere il coraggio di immaginarlo prima ancora di costruirlo.
Una Basilicata che non sia ricordata solo per quello che avrebbe potuto essere, ma per quello che è riuscita a diventare.
Una terra capace di trattenere i suoi giovani, di attrarre competenze, di essere laboratorio di innovazione invece che periferia dimenticata.
Il futuro non arriva da solo: va preparato, con responsabilità, con competenza, e soprattutto con la volontà politica e sociale di invertire la rotta.
La Confsal Basilicata continuerà a denunciare senza timori il disagio reale dei cittadini e dei lavoratori e continuerà, con forza e chiarezza, a chiedere politiche capaci di incidere davvero e di restituire speranza, dignità e futuro a questa regione”.





















