Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha annunciato l’operatività del nuovo sistema nazionale di monitoraggio per contrastare il fenomeno delle liste d’attesa nella sanità pubblica italiana.
Attraverso una piattaforma digitale centralizzata, come fa sapere quifinanza, il ministero è ora in grado di tracciare in tempo reale i tempi di erogazione per ogni singola prestazione e struttura ospedaliera, intervenendo dove si verificano criticità.
L’obiettivo della misura, ribadito in una recente intervista, è garantire il diritto costituzionale alla salute applicando le norme che impongono l’unificazione dei Cup e il controllo sulle prestazioni fornite dai medici in regime di libera professione.
La strategia del Governo punta a risolvere le disparità regionali e a monitorare con precisione il rapporto tra le prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e l’attività intramoenia.
Se i tempi massimi previsti dalla legge non vengano rispettati, i cittadini hanno il diritto di ottenere la prestazione nel privato accreditato o in intramoenia pagando esclusivamente il ticket.
Schillaci ha sollecitato i direttori generali delle aziende sanitarie a un cambio di passo, preannunciando l’invio dei Nas in caso di anomalie e l’extrema ratio dei poteri sostitutivi statali per le Regioni inadempienti.
Cambia la qualità nella gestione della sanità pubblica.
Il ministro della Salute punta a trasparenza dei dati e integrazione tecnologica.
Lo strumento è una nuova piattaforma di monitoraggio nazionale che permette di individuare dove le attese superano i limiti tollerabili.
Secondo i dati ministeriali, la sfida decisiva riguarda l’unificazione dei Cup regionali, che devono integrare obbligatoriamente tutte le disponibilità sia delle strutture pubbliche sia del privato convenzionato.
Questo processo, già concluso in alcune realtà territoriali, mira a impedire che il privato accreditato selezioni solo le prestazioni più remunerative, obbligandolo a contribuire alla riduzione complessiva delle code.
Per far fronte alla mole di richieste arretrate, il piano nazionale incentiva inoltre soluzioni organizzative flessibili, come l’apertura degli ambulatori la sera e nei fine settimana.
Il Ministro ha citato modelli virtuosi dove, grazie a remunerazioni incentivate per medici e infermieri, è stato possibile erogare centinaia di migliaia di visite fuori orario.
Un nodo centrale dell’intervento del ministro Schillaci riguarda il riequilibrio tra attività istituzionale e attività libero-professionale (intramoenia).
La normativa vigente stabilisce che il volume delle prestazioni a pagamento non può superare quello garantito dal SSN.
Dove c’è un eccesso di intramoenia o, peggio, la pratica vietata delle agende chiuse, i direttori generali hanno l’obbligo di intervenire, arrivando fino alla sospensione dell’attività privata del medico o della struttura.
Schillaci ha sottolineato come non sia tollerabile che una prestazione negata nel pubblico diventi immediatamente disponibile non appena si accede al canale a pagamento.
Per tutelare i pazienti, il ministero intende rafforzare la consapevolezza sui diritti esistenti. Ha quindi parlato di novità in tema di diritto al ticket, segnalazioni e controlli dei Nas.
Nel dettaglio, se i tempi di attesa eccedono i limiti di legge, l’azienda sanitaria deve garantire l’esame nel privato o in intramoenia al costo del solo ticket.
Inoltre il cittadino può segnalare rifiuti o disservizi direttamente al ministero, che attiverà verifiche mirate con la Regione interessata.
Infine in resenza di irregolarità persistenti, sono previsti controlli mirati del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità per verificare la corretta gestione delle liste.





















