Il referendum sulla Giustizia del 22 e 23 marzo si avvicina e, nonostante il monito del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, i toni continuano ad essere accesi da parte di entrambi gli schieramenti.
Da destra, come scrive quifinanza, la riforma viene presentata come l’ultima occasione per limitare lo strapotere delle correnti e per liberare i magistrati più bravi dal giogo di nepotismo, cooptazione e clientelismo; da sinistra si urla all’attentato alla Costituzione e all’assoggettamento del potere giudiziario all’esecutivo.
Oggi il SÌ è leggermente favorito, ma la partita è aperta: i margini sono nell’ordine di pochi punti percentuali e il risultato è altamente sensibile ad affluenza, indecisi e mobilitazione finale.
Si ricorda che il referendum sulla Giustizia non avrà quorum: anche un solo voto in più, a prescindere dal numero di votanti, determinerà la vittoria del SÌ per la quale spingono il centro-destra e un terzo del Partito Democratico e una parte minoritaria dei magistrati; oppure determinerà la vittoria del NO per la quale spinge il resto dell’opposizione e la maggioranza delle toghe.
Il referendum sulla Giustizia riguarda:
- la riforma del Csm;
- l’equa valutazione dei magistrati;
- la separazione delle carriere dei magistrati;
- il limite alla custodia cautelare;
- l’abolizione del decreto Severino.
Rispetto alla formulazione iniziale, dopo il ricorso di 15 giuristi un nuovo quesito è stato approvato dalla Cassazione.
Di seguito gli ultimi sondaggi elettorali sul referendum Giustizia 2026.
BiDiMedia per First ha contattato 3.203 persone, riuscendo a raccogliere gli umori di 2.000 di loro in un sondaggio pubblicato il 20 febbraio.
La domanda: “Se domani si votasse per il Referendum sulla Giustizia, lei per chi voterebbe?”.
Le risposte con affluenza stimata al 42%:
- SÌ – 48,8%;
- NO – 46,7%;
- non saprei – 4,5%.
Al netto dei non saprei:
- SÌ – 51,1%;
- NO – 48,9%.
Le risposte con affluenza stimata al 46%:
- SÌ – 49,2%;
- NO – 44,9%;
- non saprei – 5,9%.
Al netto dei non saprei:
- SÌ – 52,3%;
- NO – 47,7%.
Le risposte con affluenza stimata al 50%:
- SÌ – 48,4%;
- NO – 41,7%;
- non saprei – 9,9%.
Al netto dei non saprei:
SÌ – 53,7%;
NO – 46,3%.
Qui di seguito i risultati del sondaggio sulla Giustizia effettuato da Only Numbers per la trasmissione Rai Porta a Porta (diffusione 17 febbraio).
La società di rilevazione ha raggiunto 2.523 persone, riuscendo a effettuare 1.000 interviste valide.
Domanda sull’affluenza: “Pensa di andare a votare il 22 e il 23 marzo per il referendum confermativo della legge sulla riforma della giustizia?”.
Le risposte:
- SÌ – 40,3%;
- NO – 16,8%;
- indeciso – 42,9%.
A chi ha dichiarato che si sarebbe recato alle urne è stato poi domandato: “Come voterà il 22 e il 23 marzo nel referendum confermativo della legge sulla riforma della giustizia?”
Le risposte (i numeri fra le parentesi indicano le percentuali ricalcolate sui soli voti validi, cioè escludendo indecisi e schede bianche o nulle):
- SÌ – 47,2% (52,3%);
- NO – 43,1% (47,7%);
- voterò scheda bianca/nulla – 0,1%;
- sono indeciso – 9,6%.
Altro quesito: “Il 22 e il 23 marzo si voterà per il referendum confermativo della legge sulla riforma della giustizia. La legge prevede l’istituzione di due diversi consigli superiori della magistratura, composti rispettivamente da pubblici ministeri e da magistrati giudicanti, entrambi presieduti dal presidente della Repubblica.
Lei è favorevole o contrario all’istituzione di due diversi consigli superiori della magistratura, composti rispettivamente da pubblici ministeri e da magistrati giudicanti?”.
Le risposte:
SÌ – 42,2%;
NO – 34,2%;
non sa / non risponde – 23,6%.
Altra domanda: “I due consigli superiori saranno composti per due terzi da magistrati sorteggiati all’interno della categoria e per un terzo da professori universitari o avvocati con almeno 15 anni di attività professionale, sorteggiati all’interno di un elenco approvato dal parlamento in seduta comune. Lei è favorevole o contrario all’introduzione di questa procedura?”.
Le risposte:
- SÌ – 38,7%;
- NO – 37,9%;
- non sa / non risponde – 23,4%.





















