La pensione di marzo presenta diverse sorprese.
Il calendario dei pagamenti rispetta l’andamento ormai noto, con l’accredito nel primo giorno bancabile, ovvero lunedì 2 marzo 2026.
Il ritiro in contanti è invece previsto attraverso la consueta calendarizzazione in ordine alfabetico.
Si può visionare il cedolino in anticipo come fa sapere quifinanza rispetto all’accredito, già a partire dalla seconda metà del mese di febbraio.
Il controllo permette di chiarire i possibili aumenti o le diminuzioni dell’importo.
Per il mese di marzo molte pensioni presentano un doppio aumento, relativo al taglio dell’Irpef e alle maggiorazioni sociali, che arrivano con tanto di arretrati.
Altre pensioni, invece, finiscono di pagare la rateizzazione dell’anno precedente o iniziano la rateizzazione dell’acconto per il 2026 e, quindi, potrebbero vedere la cifra mensile più bassa.
Come ogni mese, le date di pagamento delle pensioni sono già state stabilite nel corso dell’anno precedente.
Sappiamo quindi che la pensione di marzo sarà in pagamento da lunedì 2 marzo 2026.
Questo perché il 1° marzo cade di domenica e l’accredito si sposta al primo giorno bancabile del mese, ovvero lunedì.
L’accredito in banca o alla posta sarà disponibile lunedì 2 marzo 2026, ma per chi preferisce ritirare l’importo in contanti presso lo sportello postale, è previsto l’ormai noto ordine alfabetico.
Il calendario dei pagamenti in ordine alfabetico è il seguente:
- lunedì 2 marzo per i cognomi dalla A alla C;
- martedì 3 marzo per i cognomi dalla D alla K;
- mercoledì 4 marzo per i cognomi dalla L alla P;
- giovedì 5 marzo per i cognomi dalla Q alla Z.
La pensione di marzo arriva con un importante aumento, anzi un doppio aumento. Come ha confermato l’Inps, infatti, gli incrementi sono relativi al taglio del secondo scaglione Irpef, che passa dal 35% al 33% per i redditi tra i 28.000 e i 50.000 euro annui.
Inoltre, il cedolino del mese di marzo presenta le maggiorazioni sociali (pari a 20 euro netti al mese) riconosciute ai pensionati di almeno settant’anni e agli invalidi civili totali maggiorenni con basso reddito. A questi spettano gli aumenti comprensivi anche degli arretrati relativi a gennaio e febbraio 2026.
C’è anche chi vedrà l’assegno pensionistico più basso.
Il motivo è legato ai conguagli a debito relativi all’Irpef dell’anno precedente. Mentre la maggior parte dei pensionati dovrebbe vedere la conclusione dei pagamenti, alcuni potrebbero riscontrare dei tagli dell’importo a causa dei debiti residui.
A partire invece da marzo e fino a novembre, torna l’addizionale comunale in acconto sul 2026.
Tra contributi che se ne vanno e contributi che arrivano, è bene consultare il cedolino per conoscere tutti i dettagli.
Questo si può consultare già a partire dalla metà di febbraio, prima dell’arrivo della pensione.
Basta accedere alla propria area riservata Inps con le credenziali di identità digitale come Spid, Cie o Cns per conoscere i dettagli del proprio importo.
Nel caso di difficoltà ad accedere al cedolino online, ci si può recare presso un ufficio dedicato.





















