Il Conservatorio di Musica di Matera accoglie con gratitudine e orgoglio le parole pronunciate dalla cantante Arisa nel corso della trasmissione The Voice Kids, in onda su Rai 1 e condotta da Antonella Clerici, quando – con spontaneità e affetto – ha ricordato che «a Matera c’è un bellissimo Conservatorio».
Un riconoscimento semplice ma autentico, che arriva da un’artista profondamente legata alla sua terra e che restituisce visibilità e valore a un’istituzione che, da sessant’anni, rappresenta un presidio culturale, formativo e creativo fondamentale per la città e per l’intero territorio.
«Le parole di Arisa ci onorano e ci emozionano – dichiara il Direttore, M° Carmine Antonio Catenazzo – perché colgono l’essenza più vera del nostro Conservatorio: un luogo vivo, in continuo fermento, un cantiere musicale aperto dove la formazione accademica, la ricerca artistica e la pratica musicale si intrecciano quotidianamente. Qui la musica non si studia soltanto, ma si costruisce, si sperimenta, si condivide».
Un’idea di Conservatorio come spazio dinamico e inclusivo, aperto alla città e alle nuove generazioni, che trova concreta espressione anche nelle iniziative di orientamento e divulgazione. In questa direzione si inserisce l’Open Day di martedì 18 febbraio, durante il quale il pubblico potrà assistere a una prova aperta dell’Orchestra di Fiati, vivendo dall’interno l’esperienza formativa e artistica dell’Istituto.
«Il legame tra Matera e il suo Conservatorio è profondo e duraturo – sottolinea il Presidente, Michele Niglio – sessant’anni di storia testimoniano una relazione fondata sulla crescita culturale, sull’educazione musicale e sulla costruzione di comunità. Le parole di Arisa rafforzano questo legame e ci spronano a proseguire con ancora maggiore convinzione nel nostro impegno».
Il Conservatorio di Musica di Matera rinnova infine il proprio ringraziamento ad Arisa, auspicando che in futuro possa nascere un incontro con gli studenti, occasione preziosa di dialogo, confronto e ispirazione per i giovani musicisti.
Perché la musica, a Matera, è da sempre una storia condivisa. E continua a essere futuro.





















