Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa di Alessia Araneo, Viviana Verri (Consigliere regionali – Movimento 5 Stelle Basilicata):
“Abbiamo depositato una proposta di legge che nasce dall’ascolto dei territori e dalle difficoltà che ogni giorno vivono tante famiglie lucane che hanno bisogno di servizi sociali e di assistenza certi, continui ed efficaci.
Parliamo di famiglie che assistono persone con disabilità, anziani non autosufficienti e cittadini che spesso attendono risposte che arrivano con troppa lentezza.
E parliamo anche di lavoratrici e di lavoratori spesso non messi in condizione di operare al meglio.
Prima dell’estate, come Movimento 5 Stelle Basilicata, infatti, abbiamo promosso un confronto con e tra i responsabili degli Ambiti Socio-Territoriali, dal quale è emerso il disagio di chi opera quotidianamente in condizioni di grave carenza di risorse e personale.
La richiesta è stata unanime: più fondi e più personale, perché oggi su una sola figura gravano più incarichi e responsabilità, rendendo impossibile una gestione efficace.
A questa difficoltà strutturale si è aggiunto un cambiamento dell’indirizzo delle politiche nazionali nell’ambito dell’assistenza, che ha comportato la conversione dei contributi economici diretti a beneficio delle famiglie in erogazione di servizi.
Ma ci chiediamo: gli Ambiti, per come sono strutturati oggi, sono davvero in grado di trasformare risorse economiche in servizi?
Probabilmente no, dal momento che, pur giacendo in Regione i fondi, non sono ancora pervenuti ai fruitori né come contributi economici né come servizi. A pagare sono le persone e le famiglie più fragili.
Su questo avevamo presentato un’interrogazione formale al presidente Bardi e all’assessore Latronico, la cui unica risposta, ad oggi, è stata il silenzio.
Dalle difficoltà riscontrate e pagate dal tessuto più vulnerabile della nostra comunità è nata la proposta di legge volta a trasformare gli attuali Ambiti Territoriali Sociali in Consorzi tra Comuni dotati di personalità giuridica autonoma, in grado di garantire una gestione più stabile, incisiva e continuativa dei servizi.
Una soluzione che può consentire agli ambiti di operare con maggiore stabilità amministrativa, migliorare la gestione delle risorse e garantire una programmazione più efficace dei servizi sociali sul territorio.
L’obiettivo della proposta è rafforzare il ruolo dei Comuni nella programmazione delle politiche sociali e allo stesso tempo dotare gli ambiti di una struttura gestionale più solida, capace di assicurare continuità nei servizi e una maggiore integrazione tra ambito sociale e sanitario.
Ci auguriamo che su un tema così delicato si possa aprire un confronto serio e costruttivo all’interno del Consiglio regionale.
I servizi sociali non possono essere considerati un tema secondario: riguardano la qualità della vita delle persone e la capacità delle istituzioni di non lasciare indietro nessuno”.





















