Le imprese di costruzione sono in allarme a causa dei rincari improvvisi dei materiali, bitume e acciaio in testa.
Due giorni dopo l’inizio della guerra in Iran il bitume era aumentato del 25%; oggi l’aumento ha superato il 40%.
Una situazione insostenibile per le imprese stradali, ma anche per tutti gli operatori della filiera delle costruzioni.
Il Presidente della Sezione Edili Aniem di Confapi Matera, Mario Bitonto, rilanciando l’intervento del Presidente nazionale, Giorgio Delpiano, sollecita interventi urgenti per fronteggiare l’aumento delle materie prime, dei costi energetici e di trasporto che sta colpendo il settore delle costruzioni a seguito del conflitto nell’area medio-orientale.
Evidenzia il Presidente Bitonto:
“Le nostre imprese segnalano un’escalation incontrollata dei costi soprattutto per alcuni materiali come bitume per asfalto, conglomerati, acciaio, materiali per l’impermeabilizzazione.
La situazione è ancora più grave per gli appalti finanziati con il Pnrr a causa dell’impossibilità di chiedere la sospensione dei lavori stante l’esigenza di rispettare le tempistiche del Piano”.
Per il Presidente degli Edili ‘‘servono pertanto risposte efficaci e urgenti che consentano di neutralizzare meccanismi speculativi e definire misure straordinarie, come avvenuto nel corso della guerra in Ucraina, che consentano di compensare gli aumenti imprevisti analogamente a quanto previsto dal ‘decreto aiuti’, oggetto di successive proroghe”.
“A tal fine è fondamentale che la Regione aggiorni celermente il prezzario, altrimenti i Sal compensativi non potranno garantire alcun riequilibrio economico della commessa; occorre, inoltre, accelerare l’attivazione del nuovo sistema revisionale introdotto dal Codice Appalti con l’emanazione del decreto sui nuovi indicatori per tipologie omogenee di lavorazioni.
Questo sistema costituirebbe una soluzione strutturale e tale da risolvere le criticità per gli appalti futuri”.
Il Presidente nazionale di Confapi Aniem, Giorgio Delpiano, ha chiesto al Governo di intervenire prontamente nella gestione degli appalti in corso scongiurando il rischio di destabilizzazione degli equilibri economici, ma anche di salvaguardare la programmazione dei prossimi appalti consentendone una ridefinizione realistica dei costi.
La tempistica è importante tanto quanto i contenuti delle iniziative che il Governo auspichiamo voglia attivare.





















